Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

giovedì 26 giugno 2008

E' un censimento o una schedatura?

Il ministro Maroni ipotizza di prendere le impronte anche ai minori rom"come garanzia per la tutela dei loro diritti".

DIRITTI?
Sulla Carta dei diritti dell’infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, all’articolo 2, si legge testualmente:

1) Gli Stati parti s'impegnano a rispettare i diritti che sono enunciati nella presente Convenzione ed a garantirli ad ogni fanciullo nel proprio ambito giurisdizionale, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, del fanciullo o dei suoi genitori o tutori, della loro origine nazionale, etnica o sociale, della loro ricchezza, della loro invalidità, della loro nascita o di qualunque altra condizione.

2) Gli Stati parti devono adottare ogni misura appropriata per assicurare che il fanciullo sia protetto contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivata dallo status, le attività, le opinioni espresse o il credo dei suoi genitori, dei suoi tutori o di membri della sua famiglia.

Maroni lo spiega così: sapere chi sono i minori rom, quanti sono, dove vivono e con chi è il fondamento "per rispettare il loro diritto all'infanzia" e dire basta ad abusi e sfruttamenti, anche quelli a cui li sottopongono i genitori.

Un altro intendimento del ministro, infatti, è quello di togliere la patria potestà a chi manda i figli a rubare o a chiedere l'elemosina. Anche solo a vendere rose.

"Del resto - ha aggiunto Maroni - nel 2007 l'allora ministro Rosi Bindi disse che occorreva difendere i minori anche ricorrendo alla rilevazione delle impronte digitali".


Ma... allora non è un censimento, è una schedatura!?

Mi perdoni ministro Maroni ma tra la prima e la seconda parola c'è una sostanziale differenza, direi un abisso.

L’idea di poter schedare un bambino in rapporto alla sua appartenenza etnica, è inconcepibile!

Dov'era, ministro Maroni, mentre le fiamme distruggevano le baracche e Rebecca Covaciu e gli altri bambini piangevano, e una mamma supplicava gli uomini in divisa: "Per piacere, lasciatemi prendere le copertine per i miei bambini" e un poliziotto le rispondeva: "Non ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in Romania"???????????????????????

Prendere le impronte ai minorenni rom può essere una pericolosa "discriminazione". Lo dice pure il Garante per la privacy Francesco Pizzetti : "pur nell'ambito dell'attività di identificazione e di censimento delle comunità di nomadi", potrebbe coinvolgere "delicati problemi di discriminazione che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori".

Ugo Pastore, procuratore dei minori di Ancona, sottolinea come, prendere le impronte digitali solo ai Rom violi l’art.3 della nostra Costituzione, in quanto discriminatorio.

L'ex ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero non esita a paragonare la pratica di prendere le impronte ai bambini rom alla stregua delle discriminazioni che mise in atto il nazifascismo, sessant'anni fa. «La schedatura su base etnica di bambini, cittadini italiani o esteri che siano, rom o meno che siano, è infatti una proposta barbara, inaccettabile, indegna di un Paese civile. Mi metterò in fila anch'io, per farmi schedare dal ministro Maroni, e spero che così come me faranno tanti altri cittadini e genitori».

L'UNICEF Italia si auspica che il Governo italiano affronti le tematiche relative alla sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di essere tutelati e non essere discriminati, come ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, ratificata dall'Italia con legge n° 176 del 27 maggio 1991».

Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando e distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine. (Primo Levi)
LA VIGNETTA E' DI MAURO BIANI

2 commenti:

UnUomo.InCammino ha detto...

Non sono d'accordo su questa posizione sinistra.
Dipende da che punto osservi la faccenda. Contro il governickio di plastica attuale o per i bambini?
La ns societa' e' schizofrenica e dissociata e questo non e' una novita' (siamo lontani dall'integrita' che sta a cuore al tantra): ha qualche senso intraprendere campagne contro lo sfruttamento dei minori all'estero (paesi del II e IV mondo) e poi permettere che i piccoli dei Rom vengano obbligati all'accattonaggio qui?
Cosa succederebbe a me, padre italiano separato se mandassi mio figlio ad elemosinare? Il tribunale dei minori me lo porterebbe via in una settimana.
Quanto e' necessario scendere a compromessi per i principi del nostro vivere civile per assecondare e rispettare le altre culture? La legge e' uguale per tutti? A questi dilemmi NON c'e' una soluzione, nopn c'e' la tondatura del quadrato. Bisogna decidere.

Ros@ ha detto...

Sono tra i proponenti dell'Appello "E allora prendete anche le nostre impronte", lanciato dall'ANED, Associazione Nazionale Ex Deportati, in merito al decreto di legge sulla schedatura dei Rom e dei Sinti, ancora piu' odioso perche' riguarda anche i bambini. Ho ritenuto opportuno proporlo, perche' mi ricordo molto bene del luglio 1938, quando il governo di Mussolini volle il censimento degli ebrei, una vera e propria schedatura, che precedette l'emanazione delle leggi razziali che poi portarono alle conseguenze che sappiamo, portarono alla persecuzione, ai lager, allo sterminio.
Io fui l'unico della mia famiglia a sopravvivere, e a fare ritorno dal lager di Aushwitz.
Questa schedatura proposta dal decreto di legge per Rom e Sinti assomiglia tantissimo a quella di allora contro di ebrei. La storia dunque si sta ripetendo; non so se arriveremo ad una nuova Aushwitz, ma di certo anche i campi sorvegliati e attrezzati e le misure proposte assomigliano tanto a campi di concentramento.
In questi mesi stiamo assistento ad una escalation di violenza contro i Rom dalle caratteristiche simili a quelle che noi abbiamo subito come ebrei, penso all'assalto di Ponticeli, con la gente armata di bottiglie incendiarie.
Sta emergendo in Italia una destra xenofoba che si richiama a quello che e' avvenuto ottanta anni fa, passo dopo passo, provvedimento dopo provvedimento, prima i pogrom all'est, poi le leggi razziali in Germania, quindi in Italia.
Non si puo' dimenticare.
Abbiamo il dovere di vigilare, per fare in modo che il passato non si ripeta. Occorre che gli esseri umani chiamati Rom e Sinti vengano veramente integrati, che venga rispettata la loro cultura. Erano artigiani, musicisti, lavoravano il ferro e il rame, mestieri che gli sono stati sottratti, occorre adesso concordare insieme a loro le forme dell'integrazione.
Diamogli l'assistenza per farlo.(di Piero Terracina)
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