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giovedì 21 maggio 2009

Filma uccisione cane: la sofferenza come spettacolo

I carabinieri di Canicatti' (Agrigento) hanno identificato i ragazzini che lo scorso 10 maggio hanno seviziato e impiccato un cane nei pressi della villa comunale. Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma che hanno visionato il filmato delle telecamere recentemente installate dal Comune nella villa , il responsabile materiale della morte del cagnolino e' un bambino di appena nove anni il quale prima ha ucciso lo yorkshire impiccandolo con una catena alla maniglia del portone di uno stabile attiguo alla villa comunale,poi si è accanito sulla carcassa dell’animale colpendolo con delle pietre e urinandovi sopra e come se non bastasse, si e' pure fatto filmare con i cellulari da altri ragazzini di eta' compresa tra i 13 e i 15 anni.

Casi come questo purtroppo non sono isolati!


Il bambino che vive in un contesto difficile, che subisce violenza in ambito famigliare, scolastico o amicale, spesso manifesta, proprio attraverso un rapporto sbagliato con l'animale, violento e crudele il proprio disagio, la propria richiesta di aiuto. Diventa così fondamentale per un insegnante, un assistente sociale, un genitore, saper leggere oltre e saper interpretare correttamente e rapidamente ciò che certi atteggiamenti rappresentano.

Inoltre è importante sapere che, assistere a certi spettacoli ( alcuni tipi di feste di paese o religiose, i palii, i circhi, gli zoo) possono rappresentare un serio pericolo per l'educazione dei più giovani.
Ad esempio il circo è uno spettacolo proposto sempre più spesso anche nelle scuole e definito “educativo” malgrado sia stato denunciato più volte da varie istituzioni pubbliche e private, per l’estrema violenza fisica e psicologica esercitata in questo tipo di attività
LEGGI LE DICHIARAZIONE DEGLI PSICOLOGI



"I serial killer sono bambini a cui non è stato detto mai che è sbagliato cavare gli occhi a un animale". A dirlo in termini lapidari fu Robert Ressler,investigatore e criminologo del Fbi




Ecco come commenta la notizia, Ciro Troiano criminologo – Responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV


La sofferenza come spettacolo, il dolore altrui come risposta a impulsi distruttivi ma anche come affermazione di un proprio ruolo. “Sul sacrificio e sul sacrificarsi – diceva Nietzsche - le vittime la pensano diversamente dagli spettatori: ma a loro non è mai stata concessa la parola”. Suscita sgomento la notizia che l’autore delle sevizie e dell’uccisione di un cagnolino è un ragazzino di nove anni, il quale dopo aver ucciso il cane impiccandolo con una catena alla maniglia della porta si è fatto filmare con i cellulari da altri ragazzini di età compresa tra i 13 ed i 15 anni. I più oscuri impulsi del cuore umano vanno molto al di là della ragione e della logica. Non è l’indifferenza verso la sofferenza, ma al contrario è la ricerca della sofferenza, la sua sperimentazione, la sua esperienza a guidare gesti simili. Il dolore spettacolarizzato, la morte, il dolore dei dolori, la madre di tutti i dolori che viene magnificata con il filmato del telefonino. Così la sofferenza diventa virtuale. Nello spettacolo la morte viene trasformata e rappresentata come gesto grande, perde i suoi caratteri negativi e diventa amica di gioco, anzi, un’occasione per rappresentarsi e per essere in maniera più piena, esistendo al massimo. “L’uomo come spettatore estetico è spinto a disinteressarsi addirittura della vita e della sofferenza dei suoi simili pur di godere di uno spettacolo.” Sosteneva in modo appropriato Soren Kierkegaard. Non possiamo che condividere le parole del filosofo A.C. Grayling: “Alcuni credono che il riformismo ingenuo e sentimentale applicato alla questione dei diritti degli animali non serva ad altro che a distogliere l’attenzione da questioni morali più importanti. Può anche darsi. D’altra parte, in nessun caso l’integrità di un individuo è messa maggiormente alla prova di quando egli ha potere su una creatura che non può far sentire la propria voce. E, tutto sommato, la strada che porta dal torturare gli insetti al commettere crimini contro l’umanità non è poi così tortuosa”. Che la violenza sugli animali da parte di bambini possa trasformarsi nell’età adulta in violenza contro le persone, gli investigatori dell’FBI lo sanno da tempo. La conferma viene da numerosi studi. Uno di questi è durato un anno ed è stato finanziato dalla maggiore associazione americana per la tutela degli animali, la Humane Society. Sono stati esaminati ben 1.600 episodi di violenza sugli animali e i risultati sono inquietanti: il 31% degli atti di violenza è compiuto da giovani maschi con meno di 18 anni. Un’altra conferma della stretta correlazione tra il maltrattamento di animali e i casi di violenza tra le mura domestiche è arrivata da un rapporto di un team di psicologi del Cid (centro investigazioni criminali di Scotland Yard) al termine di un importante studio per prevenire gli abusi domestici e i crimini violenti. Una ricerca precisa che ha messo in risalto l’analisi a ritroso della storia personale di alcuni pericolosi delinquenti. Tutti da piccoli sono stati seviziatori d’animali. Tutti i soggetti studiati avevano maltrattato e infierito su cani, gatti e pesci rossi. La crudeltà nei riguardi degli animali è considerata nel DSM-IV, manuale diagnostico dei disturbi mentali, uno dei criteri che permettono di individuare la presenza di un Disturbo della Condotta in età infantile o adolescenziale che può evolversi in Disturbo Antisociale di Personalità. Il Progetto Link – Italia, portato avanti su base volontaria da educatori, psicologi, criminologi e operatori del diritto, studia e analizza nelle sue diverse manifestazioni il fenomeno nel nostro Paese e mira alla creazione di una banca dati. Tutti questi studi dimostrano in modo univoco che le persone che commettono un singolo atto di violenza sugli animali sono più portate a commettere altri reati rispetto a coloro che non hanno abusato di animali. “E si fa per divertimento quello che si fa per delinquenza”, asseriva Lattanzio. Giustamente è stato detto che mentre non tutti coloro che abusano di un animale diventeranno serial killer, di fatto qualsiasi serial killer ha precedentemente abusato di un animale. La logica e la razionalità non guidano il cuore umano, anche se possono spiegare gli impulsi umani. Sarebbe interessante sapere qualcosa di più di questo bambino. Capire dove vive, qual è il suo contesto familiare. Spesso essere vivi non è la stessa cosa che avere una vita da vivere, dotata di significato. E il significato può essere cercato anche nella sofferenza, una sorta di danza piacevole. (http://www.infolav.org/)

7 commenti:

upupa ha detto...

Cara Rosa,si rimane sempre "impressionati" da certe notizie...
"Spesso essere vivi non è la stessa cosa che avere una vita da vivere, dotata di significato".
Ecco,penso che questa affermazione sia un pò la chiave di lettura di questo episodio...
Sicuramente quel bambino "vive" situazioni difficili...con questo non giustifico ma tento di capire...
Ricordiamo sempre che siamo noi gli "adulti" e quindi dobbiamo interrogarci!

amatamari ha detto...

Innanzitutto mi scuso se non ho letto tutto il tuo post ma qualcosa di me non sopporta nemmeno la lettura di certe efferatezze, la violenza dell'immagine che anche le solo parole possono veicolare.
Entro dunque nello specifico del caso senza conoscere i pareri degli specialisti, e considerando che stiamo parlando di un fenomeno esteso, di cui la tua notizia è solo la punta dell'iceberg.
E' altamente probabile che la violenza possa generare altra violenza così come una situazione traumatica vissuta in età infantile spesso determina delle difficoltà nella vita adulta: spesso la componente emotiva ed affettiva non riesce a trovare un sufficiente equilibrio. E' possibile che questo accada ma non è detto debba necessariamente essere così: molte vittime di violenze, abusi, carenze affettive mantengono una capacità difensiva vitale che gli consente di andare nella vita senza aver perso qualcosa di sè.
Anche i bambini che compiono atti di crudeltà spesso sono stati a loro volta vittime di un ambiente violento: la sofferenza provocata è quella interna subita, il dolore del cane è il loro stesso dolore che prende una forma.
Se riusciamo ad intercettare per tempo la richiesta di aiuto possiamo cambiare il corso di una esistenza e noi adulti siamo tenuti a farlo.

Rosa ha detto...

@upupa e amatamari: Assodato che, mentre non tutti coloro che abusano di un animale diventeranno serial killer, di fatto qualsiasi serial killer ha precedentemente abusato di un animale.
Non tutti i bambini che abusano di animali hanno subito abusi a loro volta o provengono da situazioni difficili.
Spesso trattasi di bambini che sono soliti assistere a spettacoli nei quali vengono mostrati animali imprigionati e umiliati.
Il CNR sta lavorando ad una ricerca che vedrà la luce tra qualche mese per evidenziare il rapporto eventuale tra gli atti di bullismo e il maltrattamento degli animali.
Camilla Pagani, ricercatrice dell'istituto di psicologia del CNR e autrice dell'indagine - asserisce che, anche assistere a certi spettacoli può rappresentare un serio pericolo per l'educazione dei più giovani. Ad esempio,sotto il tendone di un circo gli animali vengono caricaturizzati e ridicolizzati per divertire. E non c'è niente di peggio dell'ilarità dei grandi verso un sopruso, che viene già percepito come tale anche in età giovanissima: può avere un effetto devastante nell'interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione".

stella ha detto...

Io sono pietrificata...bisogna correre ai ripari al più presto in difesa di questo ragazzino...
Rosa, il circo non mi è mai piaciuto e non vi ho portato mai mio figlio.

Tua madre Ornella ha detto...

Cara Rosa,
ti abbraccio e ti stringo forte!
Un bacio
Ornella

Rosa ha detto...

@stella: Sei una mamma esemplare,magari fossero tutte come te!

Anonimo ha detto...

Il mondo è pieno di gente che ha subito GROSSE VIOLENZE e NON per questo diventano CARNEFICI di animali o di loro simili. Se fosse per me, a bambini criminali come questi li chiuderei in centri di riabilitazioni dove una rigida disciplina nonché forti ed esemplari punizioni la facessero da padrona! Altro che commiserare questi delinquenti in fasce!