Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

sabato 7 febbraio 2009

LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA !

HO CONOSCIUTO MOLTI CATTOLICI MA POCHI CRISTIANI (diffondere! GRAZIE)


Al governo Berlusconi sono bastati 4 minuti per spazzare via tutto: pietà e rispetto, discrezione e silenzio, equilibrio e correttezza istituzionale. Come le ruspe nei campi nomadi, il consiglio dei ministri non ha avuto riguardo nell’approvare un disegno di legge che obbliga alimentazione e idratazione per soggetti non autosufficienti, dopo aver provato la strada del decreto, stoppato da Napolitano.
Si tratta di un accanimento per nulla terapeutico.
Ho conosciuto molti cattolici ma pochi cristiani.
Cinismo, neppure cattiveria.
Calcolo politico di bassa Lega, tentativo di mettere in difficoltà il capo dello Stato. Per una volta il Cavaliere non ha dato retta ai sondaggi e agli umori popolari, al sentire comune che sta dalla parte della famiglia Englaro e delle difficili decisioni assunte, con il conforto di una sentenza della magistratura, per porre termine non già alla vita ma allo strazio di Eluana.
Si vuole ora speculare su questo dramma, si vuole aprire un conflitto istituzionale con il Quirinale per perseguire neppure troppo oscuri disegni: affrettare il passo verso una Repubblica presidenziale a vocazione autoritaria.
È l’ultimo punto del programma della P2 di Licio Gelli rimasto ancora da attuare.
Ora lo vogliano fare, a spallate. Costi quel che costi. Anche passando sul corpo di Eluana Englaro.

(di Franca Rame e Sergio Segio)



La marcia su Udine


L’ingresso di Berlusconi nel circo Englaro è un atto così vomitevole da far fare quasi bella figura alla Chiesa. Ho detto quasi. Che almeno i preti ci credono o fingono di crederci, lo fanno perché è la loro religione. Sono osceni nella loro volontà di imporre la loro morale a chiunque, ma almeno si tratta di una morale, sia pur ferma all’anno Mille. Berlusconi no. Berlusconi non crede in nulla e nemmeno finge. E’ chiaro a chiunque che a Berlusconi di Eluana Englaro non interessa nulla. Viva, morta o vegetale, per lui è uguale. Berlusconi non vede mai più lontano del proprio esclusivo interesse. E oggi utilizza il corpo di una donna in stato vegetativo permanente da diciassette anni, utilizza il dolore del padre, per un mero, schifoso, riprovevole calcolo politico. Lo scontro con Napolitano. E male, malissimo, ha fatto il Presidente ad annunciare il suo no al decreto. Ma ancora non sa con chi ha a che fare? Perché senza quel no preventivo, Berlusconi il decreto non lo avrebbe tirato fuori. Il decreto, poi disegno di legge, approvato in pochi minuti da quel gruppetto di dipendenti Mediaset altrimenti noti come ministri, è funzionale allo scontro. E fa presagire scenari ancora più cupi: davvero il tentativo di Berlusconi è quello di liberarsi di un uomo così innocuo da firmare senza fiatare persino il lodo Alfano? Se è così, dove vuole arrivare?

Come contorno, fa pena la figura di Schifani, seconda carica dello Stato, che, infischiandosene del ruolo istituzionale, dichiara che convocherà in fretta il Senato per approvare il disegno di legge. Il Senato che, Berlusconi lo dice chiaramente, non esiste. Come comanda il padrone, vota. La differenza fra un decreto legge e un disegno di legge non è il Parlamento. No. E’ il tempo.

Fanno ribrezzo le parole talebane di Berlusconi su Eluana che non può morire perché potrebbe avere figli. Magari con Piersilvio. La desolazione morale che sta dietro questa dichiarazione è spaventosa. Anche se su questa storia dei figli, Berlusconi non deve avere sentito il parere della Chiesa. Ratzinger proibirebbe l’atto sessuale: Eluana non è sposata.

Fa ribrezzo la dichiarazione di Berlusconi durante la conferenza stampa di stasera: a una domanda sul rischio di morte per Eluana nei prossimi giorni, il premier ha risposto: «Ci auguriamo di no. Una persona normale sta due o tre giorni senza mangiare e bere». E ha aggiunto: «rivolgetevi a Pannella, che ne sa qualcosa». Poi mi sono distratto, ma secondo me ha chiuso con una bella barzelletta sui disabili. E tutti a casa che su Mediaset Premium ci sono le tette di Cristina.

No hay banda, no hay orquesta. Silencio.

Silencio, por favor.

(di Gennaro Carotenuto)


La vignetta è di:Mauro Biani

2 commenti:

stella ha detto...

Silenzio ed un requiem da parte mia.

l'incarcerato ha detto...

Terribile, spero che non sia vera quest'altra uscita infame di Berlusconi, come scrive Carotenuto.