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giovedì 19 marzo 2009

Algerino muore nel Cie di Ponte Galeria

"Hanno ammazzato un algerino". La notizia, ancora non confermata, è arrivata poche ore fa dall'interno del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma.

A contattarci uno dei ragazzi rinchiusi, del quale non riveliamo il nome.

"Stava male, ieri sera, ed è stato portato nell'infermeria del centro. Non si sa cosa avesse, di quale malattia soffriva. I poliziotti lo hanno portato nell'infermeria, dove è stato visitato. Pensavano che fingesse. Pensavano che non avesse nulla".

La nostra fonte ci riferisce che i poliziotti lo hanno picchiato e che gli è stato detto di 'andarsi a prendere le medicine al suo Paese'.

"Quando lo hanno dimesso dall'infermeria, prima che rientrasse nella stanza, lo hanno menato. Lo abbiamo trovato morto stamattina, nella sua stanza. Abbiamo chiamato i poliziotti, che si sono avvicinati e hanno cominciato a muoverlo, con i piedi. Poi lo hanno portato fuori".

Da quanto tempo era dentro? "Solo due giorni".

Quanti anni aveva? "Ventiquattro".

Il direttore del centro, Fabio Ciciliano, contattato successivamente, ha confermato la morte dell'algerino, smentendo tuttavia il fatto che la persona sia deceduta a causa di percosse.

"L'uomo non ha 24 anni, ma 42 - ha detto Ciciliano - e non è stato picchiato dalla polizia. La causa del decesso è un arresto cardiocircolatorio. L'uomo è deceduto stamattina, dopo essersi sentito male durante la notte. Era tossicodipendente". Ciciliano ha avvertito l'autorità giudiziaria, che disporrà l'autopsia per accertare le cause della morte.

(Fonte PeaceReporter, autore:Luca Galassi)

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Aveva 42 anni ed era originario dell’Algeria.
L'immigrato era arrivato ieri da Modena nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma.
Questa mattina, poco dopo le 10, l’hanno trovato morto
La versione ufficiale, resa nota dal direttore del Centro, Fabio Ciciliano, parla di un arresto cardiocircolatorio.
“L’uomo – dice – era tossicodipendente”, smentendo, in questo modo, la notizia che la morte possa essere avvenuta a causa delle percosse e della negligenza della polizia.
In realtà, secondo il racconto fatto da alcuni testimoni , l’uomo si sarebbe sentito male la scorsa notte e, dopo una visita sommaria, i poliziotti avrebbero ritenuto che fingesse per potersi così allontanare dal Centro. Lo avrebbero quindi picchiato, intimandogli “di andarsi a curare al suo Paese”.
La mattina dopo i compagni di cella lo hanno trovato morto.


La testimonianza a Radio Popolare. «Noi - ha detto l'immigrato - dicevamo a loro che era morto ma i poliziotti dicevano che faceva finta di essere morto per uscire e scappare. È successo stanotte intorno alle 11. Non hanno fatto niente, lo hanno fatto sdraiare, lui ha cominciato a pregare perché aveva capito che stava per morire, ma loro continuavano a pensare che lui volesse uscire fuori per scappare». E ancora: «Quell'uomo ieri sera si è sentito male, aveva male allo stomaco, hanno chiamato la Croce Rossa per vedere cosa c'era, ma la polizia ha fatto dei problemi». Il testimone dice che «la polizia lo ha picchiato, non lo so con cosa, poi lui è tornato in stanza. Oggi lo hanno trovato morto. Aveva la faccia gonfia, i piedi e le mani blu»




E' difficile sperare in un'inchiesta seria con questo clima di razzismo dilagante!


3 commenti:

Paolo ha detto...

sconvolgente... e non mi riferisco solo alla notizia, ma a questa italia che sta dimenticando cosa voglia dire essere persone

l'incarcerato ha detto...

Purtroppo avviene quasi ogni giorno che muoiono in quei lager! Molti morte vengono mascherate come malori o suicidi!

VERGOGNA!!!

lellofieramosca ha detto...

Capisco che a volte si commette qulche azione per rabbia,questo è un istinto animalesco dell'uomo,ma cambiare la versione è disumano.