Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

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giovedì 8 aprile 2010

"I gatti persiani" arrivano al cinema. In piazza per i diritti dei Rom e, le carceri italiane


Venerdì 16 aprile uscirà nelle sale del Circuito Cinema di Milano, Torino, Roma, Bologna, Firenze, Padova e Napoli "I gatti persiani", un film del regista iraniano Bahman Ghobadi, vincitore di due importanti premi al 62mo Festival di Cannes (2009) e consigliato dalla Sezione Italiana di Amnesty International.

Il film di Ghobadi, che in Italia esce con la BIM Distribuzione, racconta il forte desiderio di due ragazzi iraniani di esprimere le loro opinioni attraverso la musica. Il loro tentativo di formare una band musicale incontra i divieti e le proibizioni del governo. Sapendo di non avere alcuna possibilità di esibirsi a Teheran, pianificano una fuga in Europa con passaporti falsi.

Il regista Ghobadi ha girato con grande coraggio un film senza autorizzazioni (durante le riprese Ghobadi è stato arrestato due volte) e ha potuto offrire un ritratto di una Teheran nascosta in cui i giovani cercano di resistere come possono a un sistema politico che proibisce anche di fare musica.





"Ho voluto fare un'opera -
ha detto Ghobadi in un'intervista - che si distanziasse dall'estetica della nostra cinematografia, parlando di qualcosa che per me è molto importante, la musica. Una finestra sulla libertà che viene sempre più a mancare e l'antidepressivo più potente che conosca. Il film viene dopo un periodo molto duro per me, in cui la musica underground iraniana mi ha aiutato in maniera determinante".

In questa intervista, realizzata in occasione del “Film Middle East Now”, il primo festival cinematografico italiano dedicato al Medio Oriente svoltosi a Firenze dal 3 al 7 febbraio 2010, il regista iraniano ci parla dell'idea alla base del film e dei problemi che ha dovuto affrontare per la sua realizzazione, vista la delicata situazione nella quale i registi iraniani sono costratti a lavorare a causa della feroce censura attuata dal governo.



Per saperne di più, visita il blog dedicato a "I gatti persiani"



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In piazza per i diritti dei rom

Migliaia di rom residenti a Roma si trovano di fronte alla minaccia di subire molteplici violazioni dei diritti umani come effetto del nuovo piano destinato a chiudere buona parte dei campi della capitale. Il “Piano nomadi” spiana la strada allo sgombero forzato di migliaia di rom e al trasferimento della maggior parte di essi, ma non di tutti, in campi ampliati o di nuova costruzione situati nella periferia di Roma.
Anche se sono state effettuate alcune consultazioni nei campi coinvolti nel “Piano nomadi”, gli standard internazionali sui diritti umani richiedono che vengano consultate tutte le persone di cui è previsto lo sgombero. Coloro che saranno titolati a essere trasferiti verranno portati in altri campi, non in alloggi permanenti in cui molti rom vorrebbero vivere. Non avranno possibilità di scegliere in quale campo andare. Molti temono che le loro prospettive d’impiego e la carriera scolastica dei figli verranno compromesse.
Ma questi sono i fortunati. Agli altri non verrà fornito alcun alloggio alternativo: alcuni lasceranno Roma, altri troveranno un rifugio dove potranno, fino a quando non verranno di nuovo sgomberati.






Sabato 17 e domenica 18 aprile in alcune piazze italiane ci saranno dei banchetti per raccogliere firme contro il
Piano nomadi” di Roma.

Il “Piano nomadi” non riguarda soltanto la città di Roma perché potrebbe rivelarsi un provvedimento da replicare in altre regioni interessate dalla cosiddetta emergenza nomadi e addirittura in altri paesi europei.

È importante mobilitarsi subito e mobilitarsi in massa.

Se nella vostra città non è previsto nessun banchetto, firmate l’appello online!

Le piazze:

Sabato 17 aprile

Albiano d'Ivrea (TO) dalle 20.00 alle 23.00 presso il Castello di Albiano

San Giovanni in Persiceto (BO) per tutta la giornata nella Piazza centrale

Ragusa Ibla dalle 18.00 alle 24.00, C.SO XXV Aprile

Agrigento dalle 17.00 alle 20.30 presso il Piazzale Aldo Moro


Milano dalle 11.00 alle 17.00 in Piazza Cordusio angolo via Mercanti

Ancona dalle 10.00 alle 20.00 in Piazza Roma


Domenica 18 aprile

Termini Imerese (PA) dalle ore 11.00 alle 13.00 in Piazza Duomo

Scauri (LT) dalle 10.00 alle 18.00 sul Lungomare di Scauri (sarà anchepossibile trovare le cartoline e il depliant informativo presso "La Libreria di Margherita", via Rubino, 42 - Formia)

Milano dalle 15.00 alle 18.00 presso il Barrio's Caffè, in via Barona ang. via Boffalora





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PANNELLA: LE CARCERI IN ITALIA SONO UNA DISCARICA SOCIALE




• da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

"Le carceri in Italia sono una discarica sociale". Lo ha detto Marco Pannella che insieme a una delegazione radicale composta da Rita Bernardini e Matteo Angioli ha compiuto una visita ispettiva alla casa circondariale Ucciardone a Palermo. Il giorno prima i parlamentari erano stati nel carcere di Poggioreale a Napoli. "Vi sono grandi situazioni di povertà - ha aggiunto - si continua a usare la pratica della detenzione in un modo che non sarebbe permesso né dalla costituzione né dalla giurisdizione europea e internazionale. Il carcere è il museo della barbarie e della partitocrazia del sessantennio che ha preso il posto del ventennio fascista". "C'è la dimostrazione che in Italia siamo caduti - ha osservato - antropologicamente in basso. Ma stamattina all'Ucciardone con la nostra visita abbiamo suscitato qualche sorriso che ci consente di sperare che proprio da queste comunità forse riusciremo a rendere più civile questo paese" La situazione del carcere borbonico di Palermo è stata descritta da Bernardini. "Sono stata qui nel marzo 2009 e da allora - ha detto - non è cambiato nulla, la situazione è peggiorata e questo non per colpa della direzione o del personale che opera in questo istituto ma per responsabilità dell'amministrazione centrale". "Vi sono per ora 720 detenuti - ha affermato Bernardini - con un sovraffollamento enorme nelle celle. I reclusi vivono in una struttura fatiscente, senza riscaldamento. Si sta per aprire una nuova sezione ma manca il personale per farla funzionare. L'organico è sotto di almeno 200 unità: 300 agenti di polizia su 500 previsti"

martedì 1 dicembre 2009

Il consumo di carne ci sta consumando

Lo sapevi che :
  • Il 50% di cereali e il 90% della soia prodotta nel mondo servono a nutrire gli animali da allevamento?
  • Gli allevamenti producono il 64% delle emissioni di ammoniaca a livello mondiale e contribuendo alla formazione delle piogge acide?
  • 1 hamburger comporta la distruzione di 5 metri quadrati di foreste?
  • Sostituendo 1 Kg, di carne a settimana con proteine vegetali si risparmiano almeno 15.500 litri di acqua?
  • Solo in Italia per il consumo alimentare vengono uccisi ogni anno circa 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici?

Se vuoi contribuire attivamente a salvare la nostra salute ( meno tumori, malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete e obesità...) e quella del mondo :


SCEGLI UNA DIETA VEGETARIANA


Essere vegetariani non significa mangiare solo insalata e verdure bollite ma una varietà di cereali integrali, legumi, prodotti a base di soia, verdura e frutta tutti alimenti che puoi trovare nei supermarket o nei negozi specializzati.


Paul McCartney è certo che, diventando vegetariani o mangiando meno carne, gli effetti del riscaldamento globale sarebbero decisamente meno gravi.

"Meno carne, meno riscaldamento globale" e' la posizione dei due personaggi che verranno ascoltati il 3 dicembre dall'UE.

Giovedi' 3 dicembre, Paul McCartney e Rajendra Pachauri, il direttore dell'IPCC (il Panel Intergovernativo sui cambiamenti climatici dell'ONU), incontraranno il Parlamento Europeo in un evento chiamato "Less Meat = Less Heat" - "Meno carne = Meno riscaldamento globale".

A quattro giorni dal vertice sui cambiamenti climatici di Copenhagen, l'evento intende focalizzare l'attenzione sul problema del consumo di carne, in quanto il settore degli allevamenti e' quello che ha maggior impatto sulle emissioni di gas serra, a pari merito con l'industria e molto di piu' dell'intero settore dei trasporti (18% contro il 13,5% dei trasporti).

Secondo McCartney e Pachauri, il problema deve essere affrontato a tutti i livelli: quello individale, perche' ciascuno ha pieno potere nel decidere cosa mangiare; quello istituzionale locale, per mettere in atto delle iniziative di informazione verso i cittadini; e quello istituzionale europeo, per fornire linee guida.

I due personaggi chiedono che venga approvata a ogni livello una "giornata vegetariana settimanale", per insegnare alle persone a mangiare senza includere la carne in ogni pasto.

Ha dichiarato Paul McCartney al Parliament Magazine: "Con un semplice cambiamento al nostro modo di mangiare potrete prendere parte a una campagna mondiale che cambiera' il mondo; quello che fa bene a voi, fa bene anche al pianeta!"

McCartney sta conducendo la campagna per il "Lunedi' senza carne" con un tour di concerti in Europa, che parte in Germania, ad Amburgo, il 2 dicembre. "Un giorno fisso alla settimana di alimentazione vegetariana e' un cambiamento significativo cui ognuno di noi puo' contribuire" ha dichiarato. "E soprattutto, ricordare che il futuro inizia con le azioni che compiamo gia' ora".

E ha concluso citando un dato importante derivante dagli studi scientifici degli ultimi anni: "Una dieta con un minor contenuto di carne puo' portare una riduzione di gas serra fino all'80%".

I due eventi previsti per il 3 dicembre si possono seguire in video in diretta dal sito web del Parlamento Europeo:

Evento: Audizione di Sir Paul McCartney e del Professor Rajendra achauri, Direttore dell'IPCC 3 dicembre 2009 ore 10:00 - 13:00
Segui la diretta video

Evento: Conferenza stampa "Less Meat Less Heat" 3 dicembre 2009 ore 12:30 - 13:00
Segui la diretta video

Fonte: www.agireora.org


E non si tratta solo di problemi di inquinamento e gas serra causati dagli allevamenti intensivi.
E’ infatti ormai notorio che l’utilizzo di terreni la cui produzione di cibo è destinata agli animali degli allevamenti intensivi contribuisce alla tragedia della povertà in aumento nel mondo.

Menu «veg» un giorno alla settimana
per combattere la fame nel mondo

Proposta Lav in concomitanza con il vertice Fao sulla sicurezza alimentare: tutti i lunedì mangiare solo vegetali

Consumare solo prodotti vegetali almeno una volta alla settimana, a partire da quest'oggi, giorno di apertura del vertice mondiale Fao sulla sicurezza alimentare: è l'invito rivolto dalla Lav a tutti, ed in particolare ai rappresentanti Fao e dei protagonisti del summit, «al fine di diminuire l'inquinamento e garantire a tutti la possibilità di nutrirsi in modo adeguato».

«PRIMO PASSO» - «La scelta alimentare vegetariana priva di ingredienti animali - osserva la Lega antivivisezione - è un primo passo concreto e necessario, se si vuole davvero agire con efficacia contro la fame globale». Negli ultimi quindici anni, ricorda l'associazione, il numero di persone sottonutrite nel mondo è aumentato (da 825 a 873 milioni dal 1995 al 2006) fino a superare il miliardo quest'anno. Nel 1996 l'obiettivo stabilito dalla Fao era proprio quello di dimezzare questa cifra entro il 2015.

LE STIME - Si stima che la produzione e il consumo di carne, aggiunge l'associazione, passeranno dai 233 milioni di tonnellate del 2000 ai 300 milioni di tonnellate nel 2020, il latte da 568 a 700 milioni e le uova cresceranno del 30%. «L'aumento dei consumi di prodotti animali - aggiunge la Lav - richiederà anche nuove terre per produrre foraggio e far pascolare gli animali. Ciò significa meno terre coltivabili e l'aumento dei prezzi, con conseguente mancato accesso al cibo per diversi settori di popolazione».

MODELLO SOSTENIBILE - «Dalla Fao ci aspettiamo uno stimolo per i governi e di conseguenza per i produttori e i consumatori, a diminuire il consumo di prodotti animali e ad adottare un modello alimentare sostenibile, che rappresenti un esempio per le nazioni emergenti - dichiara Roberta Bartocci del settore Vegetarismo della Lav - L'organismo delle Nazioni Unite sembra invece limitarsi ad aggirare il problema senza alcuna proposta concreta, mentre aumentano il numero di persone sottonutrite, i danni all'ambiente e lo sfruttamento degli animali».

www.corriere.it


LA LAV CI INVITA IL 5, 6 E 8 DICEMBRE A SCENDERE IN PIAZZA PER CAMBIARE MENU'

Ai tavoli verrà distribuito lo Starter Kit per scoprire come diventare vegetariani e si potrà firmare la petizione per chiedere ai Sindaci e ai Presidenti di Province e Giunte Regionali di garantire l’opzione vegetariana nelle mense, nel rispetto del diritto di scegliere di consumare alimenti realizzati senza arrecare sofferenze agli animali. La petizione intende sostenere e riaffermare le richieste esposte nella Proposta di Legge trasversale 1467 “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana”, (primi firmatari gli On.li Sarubbi, Giammanco, Viola e Mancuso), presentata il 14 ottobre scorso con una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati.

Clicca qui per vedere l'elenco delle piazze dove sarà possibile firmare la Petizione.




Tre illustri medici ci spiegano l'importanza di una alimentazione vegetariana

giovedì 23 aprile 2009

Berlusconi annuncia trionfante che parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile

"25 aprile, Berlusconi mira al Quirinale" di Pancho Pardi


Con l'aria da padre della patria che ormai ha assunto in pianta stabile e che ha esibito usando come occasione di fortuna la disgrazia del terremoto (con una cura speciale rivolta a scoraggiare indagini troppo stringenti sulle responsabilità penali), Berlusconi ora annuncia trionfante che parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile: non posso lasciarlo alla sinistra.



Alla domanda "perché prima non vi partecipava?" molti ben disposti interpreti delle sue mosse hanno già risposto con la massima franchezza. Prima la festa era troppo rossa; ora che il rosso della politica italiana è un rosa stinto, Berlusconi copre anche quella festa e adotta un atteggiamento confacente alla sua ultima aspirazione: l'ascesa al Quirinale. La diagnosi è realistica e va presa sul serio. Non va considerata una millanteria da parte sua e un desiderio irrealizzabile dei suoi adoratori. Il pericolo c'è e sta crescendo come una valanga inarrestabile.
Con la classe dirigente che ha avuto di fronte come avversaria, Berlusconi è come quel generale fortunato che vinceva le battaglie senza aver bisogno di combatterle. Protetto dalla casta della prima repubblica ha potuto rappresentarsi come campione liberista della concorrenza mentre diventava monopolista. Ineleggibile, ha potuto essere eletto. Incompatibile col potere politico ha potuto prenderselo e tenerselo. Analfabeta costituzionale vagheggia una riforma della Carta a sua immagine e somiglianza per interpretare la democrazia come rapporto plebiscitario e a senso unico tra capo e popolo. Quindi il ruolo di presidente della repubblica a lui piace soprattutto se corredato dai poteri maggiori che la sua idea di riforma costituzionale dovrebbe attribuirgli. Ma ciò non ci deve consolare: anche se arrivasse al Quirinale dotato solo, si fa per dire, dei poteri attuali, il fatto sarebbe di una gravità indicibile e produrrebbe una distorsione irrimediabile della democrazia. Un soggetto che si è tratto da più di un processo per corruzione della magistratura solo in virtù di leggi concepite a questo esclusivo scopo diventerebbe il presidente del consiglio superiore della magistratura. Ma ancora più grave sarebbe vedere alla presidenza della repubblica il proprietario dei principali mezzi di comunicazione privati. E' tutta responsabilità della classe dirigente di centrosinistra non aver capito che era suo dovere primario garantire la più totale separazione tra politica e comunicazione. Non l'ha fatto e ora la resistibile ascesa del soggetto che ha da tempo politica e comunicazione nelle sue mani è a un passo dal trionfo. A questo punto è inutile recriminare. Ma è inutile anche fare appello a chi non ha saputo impedire il disastro. A questo punto bisogna chiedere che la società italiana sappia trovare dentro di sé nuove energie prima di sprofondare nell'ignominia di Mediaset al Quirinale.





APPELLO:

Diciamo NO alla proposta di legge n. 1360.


“Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra. Presentata il 23 giugno 2008

L’indecente proposta “ha come primo firmatario Lucio Barani del Nuovo Psi (schierato con il centrodestra). Un disegno di legge, il numero 1360, con il quale la maggioranza pretende di istituire l’Ordine del Tricolore, con tanto di assegno vitalizio. Assegnandolo indistintamente sia ai partigiani, sia “ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salò”. Un testo che l’Anpi bolla come “l’ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d’Italia e le radici stesse della Repubblica”.

Rispettiamo tutti i caduti, ma pensiamo che esista una differenza

tra chi ha combattuto per la libertà e la democrazia del nostro Paese

a chi invece ha fatto il gioco del regime nazifascista.

Chiediamo Rispetto per tutte le persone che hanno dato la vita per garantire la nostra libertà.



Firma anche tu




UNA FIRMA PER
LA DEMOCRAZIA

UN FIORE PER LA LIBERTA'




Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono.


(Italo Calvino
)

La vignetta è di bandanas

venerdì 28 novembre 2008

Rompi anche tu le scatole ai trafficanti. Vieni nelle piazze italiane il 29 e 30 novembre 2008

Arrivano a migliaia ogni anno.
Dai Paesi dell'Est.
Sottratti alle madri appena nati.
Per finire nei negozi di animali.

Viaggiano in condizioni ai limiti della sopravvivenza.
Chi arriva vivo viene dotato di pedigree, certificato sanitario e microchip.
Tutti falsi, naturalmente.
Ma i soldi che girano sono veri.
Li spendono migliaia di persone ignare, comprando cuccioli di cane o gatto.

Questione di business. Un business, che arricchisce trafficanti senza scrupoli.

Questa è la storia che accomuna migliaia di cuccioli di cane e gatto.


E' la storia di Nana, Gino Heidi
. Tre cuccioli di neanche quattro mesi, strappati alle loro madri ancora piccolissimi.
Partiti dall'Ungheria, hanno viaggiato per arrivare in Italia
Illegalmente.
Destinazione? La vetrina di un negozio vicino Roma. Pronti per essere venduti con una documentazione falsa.




La LAV, insieme al Corpo Forestale dello Stato, li ha salvati. Ora si sta prendendo cura di loro.


Aiutali anche tu!


Vuoi accoglierli nella tua famiglia?


Compila il form di
richiesta adozione.
Verrai ricontattato al più presto dal responsabile adozioni.


OPPURE : Adottali a distanza


Il 29 e 30 novembre

la LAV sarà in centinaia di
piazze in tutta Italia con la Campagna contro il traffico di cuccioli di cane e gatto.

Vieni a firmare la petizione: insieme chiederemo alle Istituzioni leggi e misure di controllo e contrasto del traffico!


Se non puoi venire in piazza, firma la petizione on line cliccando
qui

Per scoprire quello che non sai sul traffico e per dirlo ai tuoi amici!

Visita
nonlosapevo.com:

Fonte : LAV

lunedì 17 novembre 2008

Petizione "Cibo contro mangime"

"Cibo contro mangime" è una petizione internazionale diretta alle Nazioni Unite e alla FAO: chiede semplicemente che, anziché ignorare la possibilità di diffondere l'alimentazione a base vegetale sia nei paesi industrializzati che nelle fasce più abbienti dei paesi in via di sviluppo, venga affrontato seriamente questo aspetto, perché questa è una delle cose che aiuterebbero molto i popoli che soffrono la fame.



Perchè partecipare

Gli sprechi dovuti alla trasformazione vegetale-animale non hanno solo il già noto impatto sull'ambiente, ma anche un grave impatto sociale, sul problema della fame nel mondo.

Per ottenere un kg di carne si devono mediamente dare 15 kg di mangimi vegetali agli animali d'allevamento, vegetali coltivati appositamente, che necessitano quindi di una quantità di terreni, acqua, sostanze chimiche, energia molto molto maggiori quelle che servirebbero se si coltivasse la terra per produrre cibi per il diretto consumo umano.

Diventa quindi sempre più pressante il problema chiamato "food versus feed", cioè "cibo per umani contro mangimi per animali".

Più passa il tempo, maggiore è la percentuale di terreni fertili che anziché essere coltivati per produrre cibo per gli esseri umani sono coltivati per produrre mangimi per animali

Il grafico qui sotto fa vedere come sia aumentata la percentuale del consumo di cereali per mangimi dal 1960 (barra violetta) al 2003 (barra rosso bordeaux):

L'economista Frances Moore Lappé, ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono state prodotte 145 milioni di tonnellate di cereali e soia.

Per contro, sono stati ricavati 21 miloni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della Terra! Con il solo spreco degli USA.

Non è accettabile che un'enorme percentuale dei raccolti disponibili sia ancora utilizzata per nutrire gli animali d'allevamento, anche nella triste situazione in cui la fame e la malnutrizione uccidono quasi sei milioni di bambini ogni anno.

Se non facciamo pressione noi singoli cittadini, la lobby dell'industria zootecnica l'avrà sempre vinta, contro le persone, l'ambiente, gli animali.

Per approfondimenti: http://www.vegfacile.info/mostra_ambiente/ambiente_1.html

Cosa puoi fare tu

  • Invita i tuoi conoscenti a firmarla

AgireOra Network sostiene e diffonde questa petizione in Italia.

sabato 15 novembre 2008

Una petizione on line e cartacea indirizzata a Parlamento Italiano, Parlamento e Commissione Europea e Unhcr, per fare chiarezza sulle condizioni dei migranti africani in Libia e sulle responsabilità italiane. La petizione è promossa dai produttori del documentario Come un uomo sulla terra - Asinitas e Zalab - e sostenuta da Nigrizia e Fortress Europe, con il patrocinio della sezione italiana di Amnesty International



Per la prima volta in un film, la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa.




Per saperne di più sulla Libia scarica il rapporto: Fuga da Tripoli 2007

( Fonte :Fortress Europe)

venerdì 3 ottobre 2008

Pedofilia on line, foto di bambini torturati e violentati: arresti e perquisizioni in mezza Italia

Arresti, perquisizioni e sequestri in diverse regioni italiane: la polizia postale di Reggio Calabria sulle tracce della pedofilia on line.

Tra Calabria, Campania, Trentino, Abruzzo, Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia sono state compiute 18 perquisizioni domiciliari.

Sequestrati computer, hard-disk esterni, pen-drive e centinaia di supporti ottici.

Ad alcuni degli indagati nell'operazione sono state trovate foto di bambini torturati e violentati.


Gli arresti. Due arresti nel Lazio e uno in Veneto, tutti in flagranza di reato: durante le perquisizioni, le tre persone sono state trovate in possesso di migliaia di file di natura pedo-pornografica. L'attività investigativa, diretta da Gaetano Di Mauro, dirigente del settore operativo della polizia postale, è nata dalla collaborazione internazionale tra le forze di polizia in tema di pedofilia su internet.

Induzione alla prostituzione di minori. Accusato del reato più grave è un incensurato di 40 anni, sposato e con figli minori: induzione alla prostituzione di minori. L'uomo avrebbe infatti scritto messaggi rivolti a minori al fine di organizzare incontri sessuali in cambio di denaro. La persona in possesso della quantità maggiore di materiale pedo-pornografico è invece un uomo di Reggio Calabria, al quale sono stati sequestrati oltre 62 mila file e 153 filmati.

Le indagini. Gli agenti, fingendosi utenti di alcune chat di pedofili, hanno individuato le modalità con le quali avveniva lo scambio di materiale. Gli indagati usavano, in particolare, chat straniere per gli scambi. I poliziotti sono riusciti ad analizzare i computer degli indagati e hanno individuato i percorsi fatti per lo scambio dei file.

Don Fortunato Di Noto, fondatore dell'associazione Meter, che aiuta i bambini oggetto di abusi sessuali, si dice soddisfatto dell'operazione: «Bloccare e interdire i siti è utile agli investigatori per arrestare gli sfruttatori dei bambini». Sono centinaia i siti web oscurati dalla polizia postale sulla base delle segnalazioni fatte dall'Associazione Meter. Su 170 siti stranieri bloccati dalla polizia, infatti, 87 sono da attribuire alle segnalazioni di Meter.

«E' la prima volta - aggiunge don Fortunato - che in maniera del tutto concreta comunichiamo l'eccellente opera di contrasto che compiono Meter e il centro della polizia postale che contrasta la pedofilia e la pedopornografia. Abbiamo solo riportato alcuni esempi tra le migliaia di segnalazioni per invitare gli utenti della rete, i genitori, le scuole, le università, le aziende a trasmettere o a noi di Meter o direttamente alla polizia postale qualunque sito che diffonde materiale pedopornografico» ( FONTE)




PETIZIONE ON LINE CONTRO LA PEDOFILIA E LA SUA IDEOLOGIA

L'obiettivo della petizione e' quello di ''portare la vergogna dei pedofili e delle loro infami scelte davanti all'opinione pubblica di tutto il mondo''

Meter e i bambini di tutto il mondo ti ringraziano già da ora.





La vignetta è di TOTO' CALI'

giovedì 2 ottobre 2008

Colpiscono me per colpire tutti quelli che si battono per la casa

Di solito lo notificano agli amici dei boss, a quelli che fanno puzza di mafia. Lo chiamano "avviso orale". Ma l'altro giorno, negli uffici di un commissariato, l'ispettore di turno l'ha recapitato a un rompiscatole: un sindacalista della Cgil. L'ha convocato e gli ha fatto firmare un verbale ai sensi dell'articolo 4 della legge numero 1423 del '56. E' quella sul confino di polizia. Se in futuro non si comporterà bene, il sindacalista rischierà di diventare anche lui un sorvegliato speciale.
Leggi la notizia su la Repubblica.it

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Venerdì scorso ho ricevuto un provvedimento dalla questura riservato ai "soggetti considerati socialmente pericolosi". Un provvedimento emenato in base ad una legge del 1956, peraltro sempre applicata solo verso soggetti della criminalità.
Questa legge consente al Questore, per i prossimi tre anni di deferirmi al tribunale per le misure di prevenzione. Il quale può comminarmi misure come la sorveglianza speciale o addirittura il confino. Comunque gravi restrizioni della libertà personale, come si può facilmente immaginare.
La causa esplicita di questi provvedimenti è il mio ruolo importante in questa battaglia che da oltre dieci anni stiamo portando avanti a Palermo sulla questione abitativa. C'è stata in questo periodo una recrudescenza della attività del Comune e della questura contro il movimento che si è occupato e che si occupa della emergenza abitativa che a Palermo è un problema grave, che tocca la vita di migliaia di cittadini. E questo provvedimento vuole essere una intimidazione nei confronti di tutti quelli che si occupano di questa questione.
Certo fa specie un provvedimento così pesante, quasi a significare che l'emergenza della legalità a Palermo è generata da chi si occupa di tutelare i diritti dei suoi cittadini.
Questa recrudescenza c'è per diversi motivi: primo tra tutti la crisi fortissima della giunta comunale. Che proprio sulla questione casa è in difficoltà, in questi giorni, grazie ad un ordine del giorno che è stato presentato da uno schieramento che attraversa maggioranza e opposizione. E che recepisce molte delle indicazioni che il movimento che si occupa della questione abitativa a Palermo ha dato. La questione della casa sta dando un colpo di grazia ad una giunta che è in difficoltà enormi sia di bilancio che di consenso. Il dissesto finanziario è enorme, e il consenso della giunta è calato moltissimo. Per fare un esempio: hanno chiuso la Ztl del centro. E adesso dovrebbero restituire ai cittadini i soldi verati per i pass, ma nessuno li vede.
Poi c'è una denuncia, un esposto alla procura, fatto da noi, sul mancato utilizzo dei beni confiscati alla mafia, anche quelli per fini abitatiti. Una battaglia che a suo tempo avevamo vinto. Ma l'amministrazione comunale da un anno fa ostruzionismo per evitare che i beni sequestrati vengano utilizzati per fini sociali e per l'emergenza abitativa. Per questo abbiamo fatto l'esposto.
A questo aggiungiamo il fatto che da qualche tempo a Palermo si sta delineando una grossa operazione di trasformazione urbana, con investimenti speculativi di miliardi di euro sul centro storico e sul fronte a mare.

Questi sono i fattori che spiegano l'accanimento nei confronti miei e attraverso di me sul movimento che si occupa dell'emergenza abitativa a Palermo.
E io vorrei usare la mia vicenda proprio per rafforzarlo, il movimento. Vorrei che tutti gli attestati di solidarietà che ho ricevuto, tanti e significativi, che vanno dai parlamentari nazionali ai religiosi, servissero a coprire le spalle di tutti quelli che lavorano per risolvere l'emergenza abitativa a Palermo.
(Pietro Milazzo)


Firma l'appello per Pietro Milazzo su peacereporter

mercoledì 17 settembre 2008

Amnesty International si oppone all'esecuzione di Troy Davis

Troy Anthony Davis è stato condannato a morte nel 1991 per l'uccisione dell'agente di polizia Mark Allen MacPhail in un Burger King di Savannah, nello Stato della Georgia: un omicidio che Davis continua a negare di aver commesso.

Contro di lui non sono mai state presentate prove concrete e l'arma del delitto non è mai stata ritrovata.

Il processo si è basato interamente su deposizioni fatte a seguito di pressioni della polizia, le quali presentavano notevoli incongruenze e che in seguito sono state ritrattate da molti dei testimoni.
Davis si è visto inoltre negare ripetutamente la possibilità di presentare nuove testimonianze che avrebbero potuto scagionarlo dall'accusa di omicidio.

Davis era già stato a un passo dall'esecuzione nel 2007. Il 16 luglio 2007, neanche 24 ore prima, la Commissione per la clemenza l'aveva bloccata e rimandata di 90 giorni, rinvio poi prolungato dalla Corte suprema della Georgia che aveva deciso di riesaminare il suo caso. L'esame è terminato il 17 marzo di quest'anno, quando la Corte ha negato un nuovo processo a Davis.

Il 12 settembre 2008, la Commissione per la clemenza ha respinto la richiesta di commutazione della condanna a morte di Troy Davis, la cui data d'esecuzione è fissata per il 23 settembre.

La Commissione si è riunita con l'avvocato e i familiari di Davis, con la famiglia di Mark MacPhail e i pubblici ministeri di Davis. Al termine dell'incontro i membri della commissione non hanno fornito alcuna spiegazione riguardo il procedimento che li ha portati a decidere di negare la clemenza. L'avvocato di Davis ha dichiarato di voler presentare alla Corte suprema degli Stati Uniti una mozione per la sospensione dell'esecuzione.
Amnesty International si oppone incondizionatamente alla pena di morte, ritenendola una punizione crudele, inumana e degradante ormai superata, abolita de jure (per legge) o de facto (per prassi), da più della metà dei paesi nel mondo. La pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti.

Costituisce una violazione dei diritti umani fondamentali, non offre alcun contributo costruttivo alla lotta contro il crimine violento ed è priva di effetto deterrente. Il suo uso sproporzionato contro i poveri e gli emarginati costituisce un grave atto di discriminazione, così come il suo uso quale minaccia o repressione nei confronti di oppositori politici.

Amnesty International si oppone all'esecuzione di Troy Davis a prescindere dalla sua innocenza o colpevolezza così come per qualunque altro caso di pena di morte.

Firma contro l'esecuzione

mercoledì 9 luglio 2008

Impronte ai Rom, in migliaia contro la legge Maroni

Ho avuto una certa indignazione quando hanno detto che avrebbero preso le impronte ai Rom. La mia indignazione è cresciuta quando ho saputo che le avrebbero prese anche ai bambini. Questa indignazione è accresciuta dal fatto che io sono diventato nonno. Ho 83 anni, e c'è ancora una fotografia che io non riesco a ricordare senza provare una sorta di disagio infinito: è quella del bambino ebreo durante il rastrellamento del ghetto di Varsavia, con la coppola in testa, come avevo io da bambino, e le mani alzate in segno di resa. Io non vorrei che si ripetessero, per nessuna ragione al mondo, cose simili.
Cosa l'ha spinta a venire fin qui a farsi 'schedare'?
Mi ha spinto un dovere civico. Io non appartengo a nessun partito politico. Sono venuto come cittadino italiano indignato da una legge ignobile che tira in ballo i bambini ed è profondamente incivile, anzi, fascista. Tutto qua. Ci sono dei popoli che si portano addosso dei miti e delle leggende che nessuna realtà riesce a smentire. Io ricordo anche i miei genitori, che mi dicevano 'attento, ci sono gli zingari, gli zingari rubano i bambini'. Ebbene, da allora non ho mai visto uno zingaro rubare un bambino, però la leggenda da allora continua. I Rom sono ideali per scaricargli addosso la colpa. Sono 150 mila capri espiatori. Si legge poco Manzoni, in Italia, perché Manzoni racconta che durante la peste a Milano, il governo, non sapendo a chi dare la colpa, e a qualcuno doveva darla, la diede agli untori, che non esistevano. Gli 'untori' vennero presi e ammazzati. I Rom, oggi sono come gli untori manzoniani. Oggi c'è una sorta di mitridizzazione, di assuefazione al veleno, ed è necessario trovare antidoti sempre più forti, perché la conseguenza è l'indifferenza, e la cosa peggiore di fronte a fatti di questo tipo è proprio l'indifferenza. Credo purtroppo che l'iniziativa abbia significato qualcosa solo per noi, solo per chi era in questa piazza, anche se erano in molti. Gli altri sono molto sordi. Non saranno le nostre firme a fargli cambiare idea. Potranno cambiare idea solo se prima o poi si torna al voto dopo aver constatato i danni materiali e morali che hanno fatto al popolo italiano. Mi auguro che iniziative simili si moltiplichino in ogni città d'Italia".

Quanto tempo passerà prima che un'iniziativa simile venga applicata anche ai cittadini italiani?
Credo che la strada sia brevissima. L'altro giorno il Corriere della Sera riportava la legge di un ministro francese che a suo tempo, anni addietro, aveva schedato i Rom. Da lì a poco tempo si scatenò un eccidio dei Rom. Queste cose aprono la strada a misure più severe e terribili, che spero non vengano mai adottate. Mai.

Cosa direbbe il commissario Montalbano a vederla con le dita macchiate d'inchiostro?
Credo che quasi quasi se la godrebbe, nel vedere che mi hanno preso le impronte digitali, perché in fondo in fondo mi odia...
(Camilleri: 'Mai assuefarsi al veleno' di Luca Galassi )
Foto: Andrea Camilleri indossa La maglietta «clandestina» di Carta


E' stato un successo ben oltre le aspettative l'iniziativa che l'Arci ha organizzato a Roma, lunedì 7 luglio per protestare contro le schedature del ministro dell'Interno Roberto Maroni.

Le voci raccolte da PeaceReporter si sono dimostrate coralmente fuse in un'unica protesta, vibrante e trasversale che, attraverso la simbolica solidarietà alle comunità nomadi, ha lanciato un preciso messaggio di dissenso contro una legge che viola la Costituzione italiana, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (le impronte verranno prese anche ai bambini), ma soprattutto le regole di civile convivenza e di buonsenso di uno Stato che, oggi, a malapena è possibile definire democratico. Nel foglio di identificazione diffuso dai prefetti, ai quali è stata delegata la 'patata bollente' dell'emergenza-nomadi, creata ad arte per alimentare l'ennesimo allarme sicurezza, dopo le generalità solite (nome, cognome, data di nascita, istruzione, attività lavorativa, documento in possesso della persona), compare addirittura la dicitura 'religione' e addirittura l'etnia. Lasciamo raccontare a quanti erano a Roma il perché della loro partecipazione e del loro dissenso.

Cosa puoi fare tu?

lunedì 2 giugno 2008

LA NUTELLA NON PIACE AGLI ORANGHI DEL BORNEO


Dalle analisi realizzate da Greenpeace, presso due diversi laboratori di analisi in Italia e Germania risulta che la Nutella, il prodotto Ferrero più famoso sul mercato, contiene una frazione di oli vegetali del 31% costituita prevalentemente da olio di palma.

Ma nel recente rapporto "Borneo in Fiamme" Greenpeace ha dimostrato, presentando prove inconfutabili, come proprio i principali produttori di olio di palma della RSPO, tra fornitori della multinazionale Unilever, stiano perpetrando crimini ambientali gravissimi come il taglio a raso della foresta pluviale del Borneo, l'incendio e degrado delle ultime torbiere indonesiane e la cattura ed uccisione degli ultimi oranghi del Borneo e di Sumatra.

E se per fare la Nutella si usasse proprio quell'olio di palma?

In ben tre occasioni, Greenpeace ha chiesto a Ferrero, di dichiarare l'origine dell'olio di palma utilizzato per la Nutella indicando i nomi dei propri fornitori e le aree di produzione. Ma non si hanno avute risposte soddisfacenti.

Dal 1990 l'Indonesia ha già perso 28 milioni di ettari di foresta. Se le torbiere venissero distrutte la quantità di gas serra emessa nell'atmosfera si avvicinerebbe all'emissione globale dell'intero pianeta nel corso di un anno: intorno ai 49 miliardi di tonnellate di CO2 e equivalenti. Dai dati raccolti nel rapporto di Greenpeace "Borneo in fiamme" emerge l'inquietante rischio che la degradazione di queste torbiere possa scatenare una catastrofe ecologica in termini di emissioni di gas serra nell'atmosfera. Il caso dell'Indonesia è emblematico in quanto dimostra che il problema delle emissioni dovute alla deforestazione deve trovare una soluzione a livello internazionale.

Chiedi a Ferrero di non utilizzare più per i propri prodotti olio di palma che provenga dalla deforestazione e sostenere la moratoria sulla conversione delle foreste indonesiane.

Inoltre, puoi inviare a Ferrero il tuo foto messaggio.
Come? Partecipando al concorso “Nutella salva la foresta”

TRATTO DA : GREENPEACE