Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

lunedì 18 gennaio 2010

HAITI/ NAVI DI LUSSO ATTRACCANO A SOLE 60 MIGLIA DALL'INFERNO

Haiti/ Navi di lusso attraccano a sole 60 miglia dall'inferno

A sole 60 miglia dall'epicentro del sisma che ha distrutto Haiti, lussuose navi da crociera attraccano in candide spiagge dove i passeggeri si godono mare e solleone e ottimi cocktail a base di rum. Lo scrive l'edizione online del britannico Guardian informando che L'Independence of the Seas, proprietà della Royal Caribbean International, ha gettato l'ancora venerdì nel resort di Labadee nella costa nord del Paese; una seconda nave da crociera la Navigator of the Seas era attesa nello stesso resort a breve.

Alcuni dei passeggeri dell'Independence of the Seas, non sono voluti scendere per rispetto delle vittime e del dolore dei superstiti.

Altri hanno invece deciso di proseguire nel programma del viaggio e non hanno rinunciato ai cocktail sulle amache in riva al mare, ai barbecue e agli sport acquatici.

Per garantire la sicurezza dei viaggiatori, nella spiaggia di Labadee, alcune guardie armate hanno scortato i turisti che volevano fare shopping nel mercato artigianale del resort. La visita è durata fino al tramonto, ma molti viaggiatori sono rimasti a bordo, per protesta.

"Disgustoso", ha commentato un passeggero, lasciando un post nel forum della Royal Caribbean dedicato ai suggerimenti. "Non posso pensare di starmene steso al sole, mangiare carne arrostita in riva al mare, mentre a Port-au-Prince ci sono decine di migliaia di persone morte per le strade".

Per solidarietà le scialuppe hanno lasciato cibo ai terremotati. (Apcom)

Haiti/ Eliseo:Francia accelererà trasferimento bambini adottati

Diffida dell'uomo a cui piace tutto, di quello che odia tutto e, ancora di più, di colui che è indifferente a tutto.

lunedì 11 gennaio 2010

Un giubbotto col collo di pelliccia non è meno vergognoso di una pelliccia intera

Molte persone ancora non si rendono conto che devono fare più attenzione quando fanno i loro acquisti.



Negli ipermercati, nei negozi di moda e perfino al mercato si trovano giubbotti, giacche e cappotti ornati di pelo, sui colli, cappucci e polsini, in vendita ad un prezzo irrisorio, e pertanto nessuno pensa che siano di vera pelliccia.

Sbagliato!

Gran parte degli inserti sono lavorati, colorati, sbiancati e trattati a tal punto che i consumatori non si accorgono di comprare inserti di vero pelo
La pelliccia che sembra finta è quasi sempre pelle di animali scuoiati, che hanno vissuto soffrendo e sono stati uccisi in maniera brutale.



Dovete sapere che l'industria della moda sta usando sempre più pelli di animali nel settore degli inserti, che provengono la maggior parte dagli allevamenti cinesi

Sconsiglio la visione di questo filmato alle persone sensibili, e la consiglio a tutti i propretari di pellicce che, purtroppo, non leggeranno mai questo post!



Un giubbotto col collo di pelliccia non è meno vergognoso di una pelliccia intera.


Per saperne di più consultate questo sito


domenica 10 gennaio 2010

Rosarno : Le responsabilità

Rosarno : Le ruspe hanno iniziato ad abbattere le strutture realizzate dagli immigrati .
Decine di baracche con cartone, plastica e lamiera.
Quì gli immigrati, partiti in tutta fretta hanno lasciato tutto quel poco che avevano: le biciclette con cui raggiungevano i campi per raccogliere arance e mandarini, i vestiti, le scarpe abbandonando definitivamente quelle stesse terre dove pochi decenni fa gli abitanti del luogo condussero lotte sindacali di massa per vedere riconosciuti diritti elementari.
Quella storia è disegnata su un affresco (vedi foto sotto) sul muro della posta centrale, in piazza Valarioti.





«Gli agricoltori devono aprire gli occhi e riconoscere che il loro reddito è falcidiato e decurtato dall`imperio mafioso, che parte dalle campagne e arriva nei mercati. Negli anni `70, la `ndrangheta ha allontanato dai nostri paesi i commercianti che pagavano il prodotto ad un prezzo remunerativo, per rimanere sola acquirente ed imporre il proprio basso prezzo». «Si è poi impadronita di tutti i passaggi intermedi, fino ad arrivare nei mercati e controllare anche il prezzo al consumo», continua Lavorato. «Questa è la filiera perversa che deruba agricoltori, lavoratori e consumatori. La filiera che bisogna combattere ed abbattere per assicurare il giusto reddito all`agricoltore, il legittimo salario al bracciante italiano o straniero, un equo prezzo al cittadino consumatore». (Peppino Lavorato, ex sindaco di Rosarno fino al 2003, compagno di partito di Giuseppe Valarioti, martire dell`antimafia calabrese)

Non c`è più memoria di quelle vicende, così come del recente passato fatto di emigrazione.

Quello che resta è una lugubre sequenza di atti violenti.
L`omicidio del sessantaduenne Palmiro Macrì, ucciso il 7 luglio 2008 da diverse sventagliate di kalashnikov - oltre cinquanta colpi esplosi, un crepitio che rimarrà per sempre nelle orecchie dei passanti - per punire il figlio, colpevole di aver litigato per un parcheggio con un pezzo grosso delle `ndrine. Un anno dopo, uno dei delitti più atroci.
Vincenzo La Torre, 22 anni, e Francesco Amato, 15 anni, rom, residenti a Rosarno sono uccisi di fronte al cancello dell`acquedotto di Scilla con due colpi alla nuca.
Qualche settimana prima, il 18 maggio, un`automobile utilizzata dalle suore di Santa Maria Ausiliatrice era stata incendiata.
Lo scorso due novembre la polizia irrompeva in un normale appartamento e trovava un arsenale da guerra, in cui spiccava un lanciarazzi controcarro modello M-80, di fabbricazione jugoslava. Una potente arma da guerra pensata per distruggere mezzi corazzati.
Sempre a novembre, è ucciso il meccanico Biagio Vecchio, ancora una vendetta trasversale per punire il nipote.
Si tratta solo di una selezione di episodi della "normale" cronaca locale.
Tutte vicende che non hanno suscitato indignazione, moti di piazza, cortei spontanei.
Gli italiani a queste cose ci sono abituati. Non sono africani.



"Queste situazioni le abbiamo ereditate e sono frutto di tolleranza sbagliata...Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare..."( Roberto Maroni, ministro dell'Interno )


Maroni, basta con le menzogne.
Questo caos lo hai creato tu

Questa è la realtà che il ministro finge di non conoscere:

1) nel marzo del 2009, Maroni arrivava a Reggio Calabria e - colpito dalla situazione dei migranti nella Piana - annunciava 200 mila euro del PON Sicurezza per l`emergenza migranti, in particolare "primi interventi assistenziali in relazione alla situazione di forte disagio presente a Rosarno ed in altre aree della provincia per la presenza di immigrati". Oggi quei fondi sono arrivati, anzi di più: 930 mila euro per il “recupero urbano delle aree degradate” di Rosarno. Come sono stati spesi? Perché l`emergenza annunciata (che si presenta ogni inverno dal 1990) non è stata affrontata?

1) Non tutti sono "clandestini". Tanti lavoratori hanno il permesso di soggiorno in scadenza, sono stati licenziati nelle aziende del Nord dove lavoravano fino a ieri e rischiano di perdere i documenti se non trovano un altro contratto entro pochi mesi. Sono le regole disumane della Bossi Fini.

2) Tanti irregolari sono denegati (richiedenti asilo a cui è stato opposto un rifiuto). Molti hanno il permesso di soggiorno, ad esempio uno dei due ragazzi feriti nell`attentato che ha scatenato la rivolta.

3) Dire che gli stranieri portano degrado a Rosarno è assolutamente falso; il degrado è frutto dello strapotere mafioso, prodotto da italiani, contro cui il suo governo non ha fatto nulla e che viene di fatto accettato dagli abitanti locali. Gli africani, invece, si sono ribellati alla mafia nel dicembre 2008 ed hanno collaborato con i carabinieri, portando all`arresto dei loro aguzzini.

4) I migranti irregolari della Piana hanno sempre chiesto di "poter lavorare in condizioni dignitose". Non vogliono essere "clandestini": si trovano a non avere documenti per le assurde leggi razziste varate da uno Stato irresponsabile.

5) Molti arrivano al Sud perché sperano di trovare uno Stato meno asfissiante, e di sfuggire al clima da caccia allo straniero creato dalla Lega.

6) Gli stranieri - sia "clandestini" che regolari - sostengono l`economia agricola del Sud. Senza di loro, arance, pomodori ed ortaggi marcirebbero nei campi. I loro salari da fame sono indipendenti dal prezzo di mercato. Braccianti e consumatori pagano una filiera malata, caratterizzata da passaggi parassitari, forme estorsive, presenze mafiose.

7) Qual è la "normalità" che Maroni vuole portare nella Piana, cacciando i "clandestini"?

Quella dei morti ammazzati a colpi di kalashnikov dopo una lite per un posteggio?

Quella delle autobombe?

Quella dei razzi anticarro di provenienza jugoslava trovati in normali appartamenti?

Quella dei ragazzini di 14 anni ammazzati con un colpo alla nuca?

Se proseguirà l`azione criminale della Lega, la rivolta di Rosarno si estenderà rapidamente al Nord. Milioni di lavoratori stranieri - che sostengono la nostra economia, pagano le nostre pensioni, tengono in piedi interi settori produttivi - non ne possono più di essere criminalizzati e sfruttati.




venerdì 8 gennaio 2010

Rosarno, immigrati in rivolta

Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate.
Scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati, in condizioni disumane,dormono in tubi di metallo in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata.
( Vi invito a leggere il reportage pubblicato su Fortress Europe, per rendervi conto di come vengono sfruttati questi esseri umani QUI')

A fare scoppiare la protesta è stato il ferimento, da parte di un gruppo di persone non identificate, di alcuni cittadini extracomunitari con un'arma ad aria compressa.
I feriti, tra i quali c'è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non sono gravi, ma la volontà di reagire che probabilmente covava da tempo tra i lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno , non ci ha messo molto ad esplodere.
Giustamente non ne possono più di sopportare la violenza gratuita di chicchessia.

Solo ora si accendono i riflettori a Rosarno

Per anni però lo sfruttamento e il degrado di migliaia di braccianti sono stati coperti dal silenzio.





PER LEGGERE L'ARTICOLO CLICCA
QUI'

Aggiornamento 8 gennaio 2010 :

Costretti nei campi dalle mafie

È da quasi vent'anni che il popolo degli ultimi vaga di terra in terra per l'Italia. Nel silenzio, nell'indifferenza. Nessuno lo dice mai chiaramente ma sono le 'ndrine, le famiglie della mafia calabrese, che più di tutte succhiano il sangue agli ultimi. Le 'ndrine che hanno le arance, che hanno tutto nella Piana. I mafiosi li aspettano al passo, dopo Natale. Quando è tempo di raccolta. (tratto da un articolo di Attilio Bolzoni):


martedì 5 gennaio 2010

Amanti di bambini

Un giorno incontrai un bambino cieco...
mi chiese di descrivergli il mare,
io osservandolo glielo descrissi,
poi mi chiese di descrivergli il mondo...
io piangendo glielo inventai...

( Jim Morrison)

Turatevi il naso…e leggete la notizia quì.
Ho vomitato e sto male!
Non aggiungo altro, scusate

giovedì 31 dicembre 2009

BUON ANNO


L'umanità si trova oggi ad un bivio.
Una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale.
Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

(W. Allen)

Buon Anno Glitter a Tutti

La vignetta è di Roberto Mangosi


lunedì 21 dicembre 2009

Menu di Natale senza crudeltà





Tante ricette appetittose ed invitanti!
Ricette 100% vegetali.
Un esempio?




Ciambella alla Frutta Secca

(per 6) 200 gr. di frutta secca sgusciata e pelata (noci, mandorle, nocciole, pistacchi, pinoli), 230 gr. di farina, 130 gr. di canditi a dadini, 80 gr. di marmellata di albicocche, 60 gr. di uvetta sultanina, 1/2 bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaio di cannella in polvere, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, zucchero di canna integrale, margarina vegetale, zucchero a velo
Tritare la frutta secca grossolanamente. In una ciotola unire la frutta secca con i canditi, la marmellata di albicocche, l'uvetta sultanina e zucchero di canna a piacere sciolto in un goccio d'acqua calda, mescolare con cura. Aggiungere la farina, il lievito e le spezie setacciate, amalgamare bene. Versare il composto ottenuto in uno stampo per ciambella (22 centimetri di diametro) foderato con carta da forno unta di margarina. Cuocere nel forno già caldo (180 gradi) per 50 minuti circa, verificare la cottura della ciambella infilzandovi uno stuzzicadente, che estratto dovrà risultare perfettamente asciutto. Sfornare, lasciare raffreddare, estrarre dallo stampo. Spolverizzare la ciambella con abbondante zucchero a velo passato al setaccio, servire.

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