Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

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giovedì 24 giugno 2010

DEDICATO A NIKI APRILE GATTI



24 GIUGNO 2008 - 24 GIUGNO 2010.
Sono trascorsi due anni e nessuno si è degnato di fare delle serie indagini sulla morte di Niki Aprile Gatti. Dopo tanto tempo non si sa cosa sia realmente accaduto quel giorno dentro il carcere di Sollicciano.
Niki non si è suicidato. Ci sono tanti particolari che non quadrano e che ci lasciano pensare che
questo gesto infame sia stato compiuto da una mano estranea .
Ripeto, perchè si è voluto archiviare così in fretta?
Perchè non si sono svolte indagini capillari?
Siamo in tanti a chiedere giustizia per Niki.
Vogliamo la verità !!!

venerdì 4 giugno 2010

Un nuovo appello per Niki Aprile Gatti

Aderisco all'iniziativa promossa da : Daniele Verzetti, Rockpoeta, SR e L'Incarcerato .

Anch'io spedirò una e-mail al Tibunale di Firenze e p.c. al Ministro di Giustizia di San Marino, perchè spero che fra i tanti ci sia qualc'uno che abbia voglia di fare chiarezza sulla morte di Niki Aprile Gatti, attraverso una indagine accurata e non come è stato fatto finora.


Il testo è questo:



"Gentilissimi Procuratori Canessa e Monferini,


Sappiamo che state indagando su una inchiesta molto complessa ed importante: l'inchiesta Premium.

Tale inchiesta coinvolge alcune società informatiche e telefoniche , tra cui la Sammarinese Oscorp.

All'interno di quella Società, incensurato e disposto a parlare per fornire ogni dettaglio utile alle indagini, c'era Niki Aprile Gatti il quale fu arrestato per truffa insieme ad altri appartenenti alla società Oscorp.

Egli fu l'unico ,fin dal primo istante, a voler collaborare con la Giustizia, avendo la coscienza pulita.

Ci sono, a mio avviso, molti elementi che indicano come questa morte sia strettamente connessa con l'inchiesta di cui vi state occupando. Inoltre, anche grazie a numerosi articoli di giornale, si evince l'ombra della criminalità organizzata.

E' per questa ragione che sono qui a chiedervi di considerare l'ipotesi di allargare gli orizzonti della vostra indagine anche sulla morte di Niki Aprile Gatti
soprattutto alla luce del furto in casa di NIKI,per il quale il tribunale di Avezzano ha rinviato a giudizio la persona per appropriazione indebita: tra i beni sottratti ci sono anche i due Computer che il ragazzo possedeva.

Tutto questo, non solo per dare speranza di verità ad una madre affranta, ma proprio per stabilire la verità su una morte che troppo frettolosamente é stata archiviata come suicidio."


Con stima

(Firma di chi spedisce la e-mail)

Le e-mail vanno spedite a questi due indirizzi di posta elettronica


procura.firenze@giustizia.it

e per conoscenza

segreteria.giustizia@gov.sm

Chiunque crede che bisogna conbattere ogni forma di ingiustizia, ha il dovere di aderire.
Diversi indizi ci lasciano pensare che Niki sia stato ucciso perchè voleva collaborare con la Giustizia ed è per questo che ritengo ingiusto che il Gip di Firenze abbia archiviato come suicidio la morte di Niki.

Chi non conosce ancora la storia di Niki può consultare il blog : http://nikiaprilegatti.blogspot.com/

venerdì 14 maggio 2010

Un'altra morte senza responsabili

Niki Aprile Gatti non ha ottenuto giustizia !!!

Il Gip di Firenze archivia come suicidio la morte di Niki, nonostante siano numerosi i dubbi sulla sua morte che non hanno ancora trovato risposta, nonostante i disperati appelli della madre ( Ornella Gemini).

In tanti ci siamo chiesti perché non si è ritenuto necessario approfondire le indagini?Perchè non si è voluto fare chiarezza su tanti punti oscuri della vicenda?

Per chi chiede giustizia da quasi due anni e si ritrova con un'archiviazione, consentitemi dirlo è un vero SCANDALO.

SIA BEN CHIARO , PER NOI LA STORIA DI NIKI RESTERA' APERTA FIN QUANDO:
NON SI FARA' CHIAREZZA,
FIN QUANDO NON SI SAPRA' COME REALMENTE ANDARONO LE COSE IN QUEL MALEDETTO GIUGNO DI QUASI DUE ANNI FA.
FIN QUANDO NON SAPREMO QUALE MANO HA "AIUTATO" NIKI A LASCIARE PREMATURAMENTE QUESTA TERRA.
FIN QUANDO NON SARANNO ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA TUTTI I COLPEVOLI.

La famiglia di Niki ha il diritto di conoscere la verità, ha il diritto che venga fatta giustizia, ha il diritto che venga restituito l’onore alla memoria del proprio figlio.


Onorevole Presidente della Repubblica, almeno Lei avrebbe potuto aiutarci.
In tanti le avevamo inviata una
lettera nella quale la pregavamo di aiutarci a trovare la verità e a rendere giustizia a Niki (un ragazzo di 26 anni,incensurato, arrestato, tradotto in un carcere di massima sicurezza )
Le chiedavamo di fare in modo che venissero espletate delle indagini serie, tali da far emergere tutto quello che era accaduto all’interno di quel carcere il 24 Giugno 2008.
Ma lei come il Gip di Firenze ha ritenuto opportuno non indagare bensì
ARCHIVIARE.

GRAZIE!



lunedì 17 agosto 2009

Per Niki Aprile Gatti, rogatoria da San Marino all’Italia

Non si arrende di fronte alle difficoltà ed ai silenzi della magistratura italiana la madre di Niki Aprile Gatti , morto a 26 anni il 24 giugno nel carcere di Sollicciano a Firenze.
Con questa lettera, Ornella Gemini (madre di Niki) ha chiesto agli Ecc.mi Capitani Reggenti Massimo Cenci ed Oscar Mina giustizia per il figlio.
In particolare Ornella, chiede di essere aiutata per “non far archiviare il Giudizio che è aperto presso il Tribunale di Firenze e a far emergere tutto quello che è accaduto all’interno di quel carcere il 24 giugno e nei giorni successivi a San Marino.

Oggi si apprende che:

Il Tribunale Commissariale della Repubblica di San Marino ha inviato una rogatoria al Tribunale italiano di competenza in merito alla vicenda Niki Aprile Gatti, il ragazzo italiano, dipendente e socio di aziende sammarinesi, arrestato dalla Polizia italiana per sospetta truffa dell’899 e morto in circostanze non chiare nel carcere di Sollicciano.
Lo ha reso pubblico oggi in una conferenza stampa, in cui si è parlato fra l’altro delle rogatorie fra Italia e San Marino e viceversa, Augusto Casali, Segretario di Stato alla Giustizia, presenti Gabriele Gatti, Antonella Mularoni, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, e Marco Arzilli, Segretario di Stato all’Industria. Invano la madre di Niki, Ornella Gemini, sta cercando con ogni mezzo di impedire l’archiviazione del caso.
La Signora Gemini a San Marino si era rivolta alla Reggenza e alla stessa Segreteria di Stato alla Giustizia.
Vedi il comunicato del Congresso di Stato sulla conferenza stampa.


  • Onorevole Presidente Giorgio Napolitano
  • Onorevole Angelino Alfano
  • Tribunale di Firenze

Perchè non rispondete???

Fonte: http://nikiaprilegatti.blogspot.com/

mercoledì 24 giugno 2009

Niki Aprile Gatti, chiede giustizia e verità

"...Il giorno 24 giugno 2008 alle ore 13,15 mi arriva una telefonata sul cellulare, e ripeto CELLULARE con tono freddo mi dice: lei è la mamma di Aprile Gatti Niki?
ed io : Si - e la voce metallica: è il carcere di Sollicciano, una brutta notizia, suo figlio si e' SUICIDATO..."
(Ornella Gemini, madre di Niki)


365 giorni fa, Niki Aprile Gatti veniva "probabilmente" ucciso nel carcere di Sollicciano.

Se il Presidente della Repubblia Giogio Napolitano intervenisse, come gli è stato chiesto, con una lettera, da tantissime persone, potremmo sapere quale mano ha "aiutato" Niki a lasciare prematuramente questa terra




Caldo com'ero nel tuo alvo

Mi attacco alle tue reni

Madre mia. Io sono

Il tuo frutto e a te ritorno

Ogni notte e nell'ora della morte.

Dormiremo come una volta,

Le mie piante premute

Contro il tuo cuore.

(Leonardo Sinisgalli)



domenica 10 maggio 2009

Lettera al presidente della Repubblica Italiana





















Oggi è un giorno dedicato a tutte le mamme e il mio pensiero corre da lei, da "mamma coraggio".


"Mamma coraggio" ha un nome, Ornella Gemini che da quell'infausto 24 giugno 2008 non fa altro che gridare:

"GIUSTIZIA PER NIKI !"


Niki ha perso la vita dentro un carcere, in circostanze poco chiare.

Ornella ritiene che la morte del figlio, sia opera di una congiura per chiudere la bocca ad un pericoloso testimone .

Ornella si è rivolta a personalità politiche e gionalistiche, con scarsi esiti
( come potete leggere sul suo blog).

Le uniche persone a risponderle, in ordine cronologico, sono state: un comico (Beppe Grillo), un gionalista di "Liberazione" ( Daniele Nalbone), un politico ( Anna Maria Concia del P.D.).
Ornella ha scritto pure al nostro Presidente della Repubblica, un appello accorato che non ha avuto finora nessun riscontro.

Perchè non proviamo tutti insieme ad inviare una lettera raccomandata in forma cartacea, firmata col nostro nome e cognome?

Tutti insieme possiamo provare a rompere questo silenzio!

Questo è il testo della lettera che domani spedirò al seguente indirizzo:

Al Presidente della Repubblica Italiana
On.le Dott. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale
00187 ROMA




Onorevole Presidente,

Sono un/a cittadino/a italiano/a, che crede fermamante nei valori della Giustizia, della Libertà e dei Diritti Umani.


La Costituzione della Repubblica Italiana Le riconosce, non solo le funzioni di Capo dello Stato, ma anche quelle di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

A Lei quindi mi rivolgo , per sottoporLe un caso di ingiustizia perpetrata ai danni di un giovane ragazzo, Niki Aprile Gatti.


Niki aveva solo ventisei anni. Da un anno e mezzo viveva a San Marino dove lavorava come informatico per un gruppo di aziende oggetto di un' inchiesta per truffa telefonica e frode informatica da parte del Magistrato fiorentino Paolo Canessa.

Le Società incriminate sono la Oscorp Spa, Orange, OT&T e TMS, tutte residenti a San Marino, la Fly Net di Piero Mancini, Presidente dell'Arezzo Calcio, ed altre Società con sede a Londra.


Niki era incensurato, non aveva mai avuto problemi con la Giustizia; arrestato per la prima volta, viene immediatamente portato nel carcere di sicurezza di Sollicciano in regime di Custodia Cautelare.


Per ipotesi di reato e truffa informatica vengono arrestate diciotto persone, però solo Niki finisce in quel carcere duro

Il 23 giugno 2008, Niki viene interrogato dai Pm e, manifesta da subito l’intenzione di dire tutto quello che sa.

Il giorno successivo, viene trovato morto, impiccato durante l'ora d'aria, in bagno.

L’ipotesi è di suicidio, eppure siamo in tanti a sostenere che Niki non si è suicidato.


E’ molto strano che un ragazzo di appena 26 anni, incriminato solo per truffa informatica, intenzionato fra l’altro a collaborare con la Giustizia, decida di compiere questo gesto insano

L’ipotesi del suicidio, a mio modesto avviso, non regge per i motivi che vado ad elencarLe:


* Nel verbale si legge la testimonianza di un Agente secondo cui, lui e Niki, alle ore 10:00 del 24 Giugno stavano parlando del processo. Ma l'Autopsia riporta il momento del decesso proprio alle 10:00 del 24 Giugno.


* Nell'autopsia si legge che l' impiccagione è avvenuta con dei lacci e dei jeans tagliati. Niki pesava 92 Kg, come potevano dei semplici lacci sostenere il suo peso? Nel bagno, inoltre, non c'è altezza sufficiente fra i jeans appesi e il pavimento.


* Inoltre, non Le pare strano Onorevole Presidente, che in un carcere di sicurezza, un detenuto possa essere in possesso di lacci?


* Infine la madre di Niki, osservando attentamente le foto di suo figlio senza vita ha constatato che questi indossava il pigiama.


* Non Le sembra strano che un giovane detenuto esca in pigiama durante l'ora d'aria?


Tutte queste motivazioni ed altre prove che la signora Ornella Gemini, madre di Niki, è in grado di produrre, dovrebbero essere sufficienti ad evitare l'archiviazione del caso.


La prego ci aiuti a trovare la verità e a rendere giustizia a Niki.

Ci aiuti a non fare archiviare il Giudizio che è aperto presso il Tribunale di Firenze, faccia in modo che vengano espletate delle indagini serie, tali da far emergere tutto quello che è accaduto all’interno di quel carcere il 24 Giugno.


La famiglia di Niki ha il diritto di conoscere la verità, ha il diritto che venga fatta giustizia, ha il diritto che venga restituito l’onore alla memoria del proprio figlio.


Le faccio presente inoltre, che in data 20 aprile 2009 è stata fatta anche un’interrogazione Parlamentare dall’Onorevole Anna Paola Concia del Partito Democratico al Ministero di giustizia e le indico i riferimenti:


Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 162 del 20/04/2009


Firmatari
Primo firmatario: CONCIA ANNA PAOLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 20/04/2009

Commissione assegnataria
Commissione: II COMMISSIONE (GIUSTIZIA) Destinatari

Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


E siamo in attesa della Risposta del Ministro.


Onorevole Presidente, il silenzio che in questi mesi ha circondato la vicenda è tremendamente sconfortante. Sono convinta che il Suo intervento sia doveroso, in quanto Capo dello Stato, e indiscutibile, in quanto uomo.

Non ci deluda.



Con Osservanza

Firma


P.S. Allego fotocopia documento di identità e una copia dell’articolo pubblicato su “ Liberazione” , scritto da un coraggioso giornalista, il quale anche lui, chiede che sia fatta chiarezza sulla vicenda.



*******


Mi raccomando, coinvolgete più persone. Fate girare sui Blog, su Facebook, ditelo ai vostri amici, parenti, ai vostri contatti....


lunedì 9 febbraio 2009

Rompiamo il silenzio

"La democrazia è in bilico".



Firma l'appello di Libertà e Giustizia.


"Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell'umanità... La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.
Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme".

Norberto Bobbio


Rompiamo il silenzio Mai come ora è giustificato l'allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell'uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l'arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l'accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all'opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.

Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.

Pochi Paesi al mondo affrontano l'attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.

La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall'alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell'interesse dei partiti che dei cittadini, l'assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L'investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell'elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L'esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.

La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall'alto al basso. Così, l'autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all'italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.

Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L'intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l'una con l'altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d'interesse, dell'etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell'agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.

Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall'alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.

Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d'inizio, invece che un punto d'arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.
* * *

Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.

Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l'attrazione della giurisdizione nella sfera d'influenza dell'esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.

Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l'obbligatorio ricambio della classe dirigente.

Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d'interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani "ciascuno nel proprio ordine", non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all'ordine della Chiesa.

Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all'attività politica, nel segno dei valori costituzionali.

Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione.


Oltre 100mila adesioni

AIUTAMI A DIFFONDERE, GRAZIE!


*****



Vi comunico con immensa gioia che :

il sit-in per Niki Aprile Gatti svoltosi
Mercoledì 11 febbraio a Roma in Piazza Montecitorio, é andato proprio bene!
Clicca Qui per il resoconto
Ma non è ancora finita perchè,
questa è una storia su cui bisogna far
luce