Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post

domenica 8 febbraio 2009

L'invito di Beppino Englaro

"Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire a Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà, che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento" Beppino Englaro.



L'amaca di Michele Serra, da "La Repubblica" di domenica 8

"Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell'elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello cosi basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli - come dire - fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati. In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più doloroso ci sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di "bell'aspetto". Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L'illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta".

(dal blog di: Mauro Biani )

sabato 7 febbraio 2009

LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA !

HO CONOSCIUTO MOLTI CATTOLICI MA POCHI CRISTIANI (diffondere! GRAZIE)


Al governo Berlusconi sono bastati 4 minuti per spazzare via tutto: pietà e rispetto, discrezione e silenzio, equilibrio e correttezza istituzionale. Come le ruspe nei campi nomadi, il consiglio dei ministri non ha avuto riguardo nell’approvare un disegno di legge che obbliga alimentazione e idratazione per soggetti non autosufficienti, dopo aver provato la strada del decreto, stoppato da Napolitano.
Si tratta di un accanimento per nulla terapeutico.
Ho conosciuto molti cattolici ma pochi cristiani.
Cinismo, neppure cattiveria.
Calcolo politico di bassa Lega, tentativo di mettere in difficoltà il capo dello Stato. Per una volta il Cavaliere non ha dato retta ai sondaggi e agli umori popolari, al sentire comune che sta dalla parte della famiglia Englaro e delle difficili decisioni assunte, con il conforto di una sentenza della magistratura, per porre termine non già alla vita ma allo strazio di Eluana.
Si vuole ora speculare su questo dramma, si vuole aprire un conflitto istituzionale con il Quirinale per perseguire neppure troppo oscuri disegni: affrettare il passo verso una Repubblica presidenziale a vocazione autoritaria.
È l’ultimo punto del programma della P2 di Licio Gelli rimasto ancora da attuare.
Ora lo vogliano fare, a spallate. Costi quel che costi. Anche passando sul corpo di Eluana Englaro.

(di Franca Rame e Sergio Segio)



La marcia su Udine


L’ingresso di Berlusconi nel circo Englaro è un atto così vomitevole da far fare quasi bella figura alla Chiesa. Ho detto quasi. Che almeno i preti ci credono o fingono di crederci, lo fanno perché è la loro religione. Sono osceni nella loro volontà di imporre la loro morale a chiunque, ma almeno si tratta di una morale, sia pur ferma all’anno Mille. Berlusconi no. Berlusconi non crede in nulla e nemmeno finge. E’ chiaro a chiunque che a Berlusconi di Eluana Englaro non interessa nulla. Viva, morta o vegetale, per lui è uguale. Berlusconi non vede mai più lontano del proprio esclusivo interesse. E oggi utilizza il corpo di una donna in stato vegetativo permanente da diciassette anni, utilizza il dolore del padre, per un mero, schifoso, riprovevole calcolo politico. Lo scontro con Napolitano. E male, malissimo, ha fatto il Presidente ad annunciare il suo no al decreto. Ma ancora non sa con chi ha a che fare? Perché senza quel no preventivo, Berlusconi il decreto non lo avrebbe tirato fuori. Il decreto, poi disegno di legge, approvato in pochi minuti da quel gruppetto di dipendenti Mediaset altrimenti noti come ministri, è funzionale allo scontro. E fa presagire scenari ancora più cupi: davvero il tentativo di Berlusconi è quello di liberarsi di un uomo così innocuo da firmare senza fiatare persino il lodo Alfano? Se è così, dove vuole arrivare?

Come contorno, fa pena la figura di Schifani, seconda carica dello Stato, che, infischiandosene del ruolo istituzionale, dichiara che convocherà in fretta il Senato per approvare il disegno di legge. Il Senato che, Berlusconi lo dice chiaramente, non esiste. Come comanda il padrone, vota. La differenza fra un decreto legge e un disegno di legge non è il Parlamento. No. E’ il tempo.

Fanno ribrezzo le parole talebane di Berlusconi su Eluana che non può morire perché potrebbe avere figli. Magari con Piersilvio. La desolazione morale che sta dietro questa dichiarazione è spaventosa. Anche se su questa storia dei figli, Berlusconi non deve avere sentito il parere della Chiesa. Ratzinger proibirebbe l’atto sessuale: Eluana non è sposata.

Fa ribrezzo la dichiarazione di Berlusconi durante la conferenza stampa di stasera: a una domanda sul rischio di morte per Eluana nei prossimi giorni, il premier ha risposto: «Ci auguriamo di no. Una persona normale sta due o tre giorni senza mangiare e bere». E ha aggiunto: «rivolgetevi a Pannella, che ne sa qualcosa». Poi mi sono distratto, ma secondo me ha chiuso con una bella barzelletta sui disabili. E tutti a casa che su Mediaset Premium ci sono le tette di Cristina.

No hay banda, no hay orquesta. Silencio.

Silencio, por favor.

(di Gennaro Carotenuto)


La vignetta è di:Mauro Biani

lunedì 1 settembre 2008

Italia - Libia: Ancora sulla pelle dei migranti

Si chiude il contenzioso coloniale tra Italia e Libia.
Previsti rimborsi miliardari al governo di Qaddafi.
Porte aperte agli investimenti italiani a Tripoli e via libera ai pattugliamenti congiunti anti immigrati.

L'accordo è stato firmato a Benghazi il 30 agosto 2008 dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi e dal leader libico, il colonnello Mu'ammar Qaddafi.
Nel dettaglio, il testo prevede un rimborso di cinque miliardi di dollari in 20 anni e la realizzazione di un'autostrada costiera che attraversi la Libia dall'Egitto alla Tunisia. Saranno inoltre finanziate borse di studio per giovani libici e un risarcimento per i mutilati dalle mine dell'epoca coloniale. La firma dell'accordo servirà inoltre a sbloccare i pattugliamenti congiunti anti immigrazione previsti dal protocollo siglato dall'allora ministro dell'interno Giuliano Amato, a Tripoli, lo scorso 29 dicembre 2007, in nome della continuità tra centro-destra e centro-sinistra in materia di controllo delle frontiere, e non solo... Dietro la partita dell'immigrazione infatti, si gioca una partita molto più grande: quella degli idrocarburi.

L'accordo ha una portata storica. Da un lato riconosce le responsabilità italiane per i crimini commessi durante la guerra in Libia, specialmente dopo l'invio in Libia, nel 1921, del generale Rodolfo Graziani, responsabile di massacri di civili, e deportazioni di intere popolazioni in campi di concentramento. E, caso unico nella storia del colonialismo, stanzia un importante risarcimento a una ex colonia. Dall'altro lato però riabilita a livello internazionale un regime come quello di Qaddafi, all'unico fine di aprire una nuova stagione di rapporti commerciali tra i due Paesi. La Libia giace su un mare di petrolio e ha bisogno di investimenti e infrastrutture. L'Italia ha bisogno di idrocarburi e non vuole certo farsi sfuggire un così ghiotto boccone.

Da tempo Italia e Libia sono legate da stretti rapporti economici, soprattutto nel settore energetico. Tra gennaio e aprile del 2008, secondo l'Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) l'Italia ha importato dalla Libia petrolio e gas per un valore complessivo di 5,23 miliardi di euro, con un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Allo stesso tempo, l'Italia ha esportato in Libia prodotti petroliferi raffinati per 367 milioni di euro nei primi quattro mesi del 2008. L'Eni è presente in Libia dal 1959 e ha recentemente rinnovato i suoi contratti di esplorazione e produzione su petrolio e gas fino al 2042. Nel 2006, la produzione di idrocarburi in quota Eni in Libia è stata l'equivalente di circa 222.000 barili al giorno. Italia e Libia sono strettamente connesse anche grazie al gasdotto di 520 km Green Stream, tra Mellitah e Gela, la cui capacità passerà presto da 8 a 11 miliardi di metri cubi l'anno. Altri affari milionari riguardano Bnl nel settore bancario, Alenia Aermacchi e Agusta-Westland nella fornitura di 24 elicotteri, e infine Sirti e la milanese Prysmian Cable & Systems nel settore delle telecomunicazioni.

Montagne di denaro che copriranno in modo più che sufficiente le accuse mosse contro la polizia di Qaddafi, accusata da Human Rights Watch, Amnesty International e Fortress Europe di abusi e torture ai danni di migranti e rifugiati di transito in Libia. Fatti di cui lo stesso prefetto del Sisde, Mario Mori, parlava già nel 2006 in una audizione al del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti: in Libia – dichiarava - i clandestini vengono accalappiati come cani, messi su furgoncini pick-up e liberati in centri di accoglienza dove i sorveglianti per entrare devono mettere i fazzoletti intorno alla bocca per gli odori nauseabondi...

L'Italia sapeva e sa tuttora cosa succederà alle migliaia di migranti che saranno riammessi in Libia dai pattugliamenti congiunti. Ma sulla bilancia commerciale, il loro destino vale zero virgola zero. E su quella dell'ipocrisia vale ancora meno. Il governo ha già annunciato che chiederà l'ingresso di 170.000 lavoratori stranieri entro fine anno. In Sicilia nel 2007 ne sono sbarcati circa 20.000. Meno di un ottavo. Molti si sono imbarcati unicamente per trovare un lavoro migliore. Ma niente si fa, a livello europeo, per garantire canali legali di mobilità per far incontrare domanda e offerta di lavoro. E niente si fa per garantire un corridoio umanitario a quelle migliaia di rifugiati – somali, eritrei, sudanesi – bloccati in Libia, i quali per vedere riconosciuti i propri diritti dalla civile Europa, devono prima rischiare la vita tra le onde del Mediterraneo. Non avendo altra scelta, continueranno a partire. E dovendo evitare i nuovi dispositivi di pattugliamento, navigheranno su rotte più lunghe e pericolose, andando ad allungare la lista dei morti nel Mediterraneo.

( Dal blog di Gabriele Del Grande- Fortress Europe )

Leggi anche:

Nuove intese tra Italia e Libia - Ancora sulla pelle dei migranti

di Fulvio Vassallo Paleologo - Università di Palermo

sabato 16 agosto 2008

Berlusconi III, già 100 giorni a difesa degli interessi. Suoi


Sono cento giorni che il Berlusconi III è al governo.
Tempo di celebrazioni per il Pdl, forse di pentimento per qualche suo elettore.



Chi, se non il Giornale (quello di famiglia, s'intende), poteva dedicare un'esaltante intervista a piena pagina al cavalier Silvio per festeggiare il ferragosto e i primi cento giorni di Berlusconi III? E così il direttore Mario Giordano è volato a Porto Cervo per farci sapere che il presidente del Consiglio quest'anno ancora non si è fatto vedere al Bar del Molo, la sua gelateria preferita. È impegnatissimo con i nipotini, ci riferisce lo stesso Giordano.

D'altronde lo ha spiegato lo stesso Cavaliere qualche giorno fa. Adesso ha un sacco di tempo libero, non passa più il sabato con i suoi avvocati a preparate memorie e trappole per i magistrati che lo indagano. Merito di una leggina che ha tenuto banco per due mesi, bloccando il Parlamento e il dibattito politico. Una leggina che, per salvare Berlusconi dai suoi processi, avrebbe bloccato decine di migliaia di processi pendenti. Alla fine il ministro Angelo Alfano (era assistente di Berlusconi in una delle sue aziende, adesso è ministro della Giustizia) si è inventato il "lodo" che porta il suo nome e Berlusconi ha la sua perfetta leggina ad personam (estesa, tanto per non incorrere nella Corte costituzionale, al Presidente della Repubblica e a quelli di Camera e Senato) che lo tiene al riparo da qualsiasi processo, passato, presente e futuro.

Naturalmente della leggina di Angelino (Alfano) non c'è traccia nell'intervista di Giordano, anche se Berlusconi si lancia in uno sperticato elogio dello stesso ministro, opportunamente servito da una domanda del direttore del Giornale. «Alla riforma della Giustizia sta lavorando il ministro Alfano. Qualcuno dice che, insieme con la Gelmini, è una delle migliori sorprese di questo governo», suggerisce Giordano ad un Berlusconi che non vede l'ora di rispondere: «Angelino Alfano non è una sorpresa, e non lo sono neppure la Gelmini, la Carfagna, Raffaele Fitto e gli altri "giovani". Nel governo con i ministri di esperienza e competenza ci sono questi giovani capaci, entusiasti, appassionati che si stanno mettendo in luce».

Naturalmente Berlusconi si fa grandi elogi per Napoli, per l'Alitalia e per la politica della sicurezza. Peccato che nessuno gli abbia detto che per tutte e tre queste cose la Commissione europea abbia avviato delle procedure di infrazione e che non abbia nessuna intenzione di accontentarsi delle parole di Berlusconi per fermarle. Per Napoli resta aperta la procedura davanti alla Corte di giustizia, per l'Alitalia è in corso l'indagine sul prestito ponte (senza parlare dei settemila licenziamenti ai quali dovrebbe portare i piano del Governo, contro i meno dei duemila dell'ipotesi Air France che era stata percorsa da Romano Prodi e sabotata dallo stesso Berlusconi). Mentre per la politica della sicurezza e per le impronte ai rom, anche ai bambini, oltre all'indagine europea per verificare che non vi siano politiche razziste o discriminatorie vi è una risoluzione di condanna del Parlamento europeo. Dei bellissimi cento giorni.

Noi, per aiutarvi a farvi un'idea più precisa di che cosa sia stato fatto e non fatto nei cento giorni di Berlusconi, ecco un e-book che abbiamo preparato: in 64 pagine c'è tutto quello che avreste voluto sapere sul governo, ma nessuno vi ha mai raccontato (a parte noi de l'Unità)

La Vignetta è di :

domenica 3 agosto 2008

Lunedì arrivano i militari. La polizia: operazione di facciata

Lunedì mattina, anfibie divise invadono le nostre città.
È il grande giorno dei militari in strada, quelli che secondo il governo berlusconi dovrebbero risolvere ogni paura e insicurezza dei cittadini italiani. Tremila soldati sul piede di guerra, a sorvegliare non tanto obiettivi sensibili, visto che nessuno ci minaccia, ma a tener d’occhio piazze, stazioni, parchi e panchine.

Ad essere militarizzate saranno soprattutto le grandi città, Roma, Milano, Napoli. Ma i soldati gireranno anche per le strade di Bari, Catania, Padova, Palermo, Torino e Verona. I ministri Maroni e La Russa hanno siglato la loro intesa lo scorso 29 luglio: tempo sei mesi, dicono, è tutto tornerà tranquillo e controllato. Se qualcuno oserà ancora alzare la testa, aggiungono, lasceremo i militari in strada per un altro mezzo anno.
Il tutto alla modica cifra di sessanta milioni di euro
(trenta per quest’anno e altrettanti eventualmente per l’anno prossimo).

Peccato che, per trovare i soldi, il governo abbia fatto casa non solo con lo Stato sociale (scuola, sanità, garanzie per i precari, pensioni) ma con le stesse forze dell’ordine.
Alla faccia della sicurezza.

Dopo la manifestazione del 17 luglio scorso a cui hanno aderito per la prima volta tutti i sindacati delle forze di polizia e i Cocer del comparto Sicurezza e Difesa, ora è addirittura il Sap, il sindacato autonomo di polizia considerato vicino al centrodestra, ad attaccare l’operato del governo. «L'esecutivo di Berlusconi, Tremonti e Brunetta – scrive Nicola Tanzi, segretario generale del Sap – tira dritto per la propria strada e sbatte ancora una volta la porta in faccia alle forze dell'ordine e alle forze armate, con la conversione in legge al Senato, attraverso il meccanismo della fiducia, del decreto legge 112/2008».

Si tratta appunto della famigerata manovra economica che potrebbe essere approvata definitivamente già il prossimo martedì: «Per il comparto Sicurezza e Difesa non c'è niente – prosegue Tanzi – e lo diciamo con una delusione mista a rabbia, perché questo governo ha vinto le elezioni promettendo maggior sicurezza agli italiani e non inutili operazioni di facciata, come l'impiego dei militari». (Fonte:l'Unità.it)

La Vignetta è di : TOTO' CALI'

giovedì 10 luglio 2008

BYE BYE BERLUSCONI, il film

Primavera 2005. Una troupe cinematografica decide di girare un film sul finto rapimento di Silvio Berlusconi, per sottoporlo ad un processo popolare su Internet. Ma il film si interrompe al primo ciack: un film contro un potente uomo politico rischia di passare davanti ad un tribunale anzichè in una sala cinematografica, soprattutto se questa uomo è Silvio Berlusconi. L'unica soluzione è trasformare la storia in una satira politica. La troupe riesce a trovare un escamotage: trasportare la storia dall'Italia a Topolonia.


Il film é pronto nell’inverno 2005. In tempo per essere presentato prima delle elezioni del 9 aprile 2006.Ancora oggi questo film non é stato mostrato in Italia. Tutti i festival italiani, distribuzioni e televisioni hanno rifiutato. "Bye Bye Berlusconi!" si ispira, nei dettagli giuridici, rigorosamente alla realtà. Le accuse contro ilsindaco-criminale "Topolino" sono le stesse accuse rivolte in questi anni a Silvio Berlusconi.(Marco Travaglio, giornalista esperto dei casi i giudziari di Silvio Berlusconi, ha controllato prima delle riprese la veridicità dei capi d'accusa utilizzati nel processo organizzato dalla banda Cazzotti) Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori sono stati coinvolti in numerose procedure penali, in cui si trattava di contatti con la mafia, di falsificazione di bilancio, di evasione fiscale e di corruzione. Una grossa parte deiprocessi è caduto in prescrizione. Altre accuse sonostate abbandonate perchè intanto, le leggi approvatedal governo di Berlusconi sono state cambiate in suofavore.


10 febbraio 2006Bye bye Berlusconi viene presentato alla 56° mostra del cinema di Berlino nella sezione “Panorama Speciale”.

15 febbraio 2006 Bye Bye Berlusconi trova una distribuzione: la Blu internation di Massimo Ferrero. L’accordo prevede di fare uscire il film prima delle elezioni politiche del’aprile 2006.

1 marzo 2006 notizia Ansa: “Ormai e' certo, per amor di par condicio, alla prima edizione di 'Berlinale a Torino' Bye Bye Berlusconi non ci sara'. La presenza del contestato film che tratta in modo ironico delle vicende del premier italiano, aveva suscitato perplessita' in considerazione del periodo preelettorale, e aveva spinto AN a chiedere, in caso di proiezione, il ritiro dei finanziamenti alla Torino Film Commission. A chiudere la rassegna sara' il vincitore dell'Orso d'Oro 'Grbavica'.”Bye Bye Berlusconi è stato palesemente boicottato tramite intimidazione economica effettuata da parte di un partito politico.

1 aprile 2006Su Il Giornale esce una dichiarazione di Massimo Ferrero: «“Confermo che Blu International ha acquisito i diritti per l'Italia del film tedesco Bye bye Berlusconi”. Lo afferma Massimo Ferrero, titolare della casa cinematografica, spiegando inoltre che sta valutando “dal punto di vista strettamente imprenditoriale il periodo migliore per lo sfruttamento dell'opera. Di certo, in questi giorni di campagna elettorale, il rischio di strumentalizzazione politica di un'opera artistica presentata alla Berlinale 2006 è elevatissimo. Strumentalizzazione che Blu International, nonostante il rilevante impegno economico dell'acquisizione vuole assolutamente evitare, soprattutto nel nome della sua storia di casa produttrice totalmente indipendente”».

9 aprile 2006Elezioni politiche in Italia. Ormai è chiaro che Bye Bye Berlusconi non uscirà prima delle elezioni.

2 maggio 2006Bye Bye Berlusconi presentato al Los Angeles Gohete Institut

22 maggio 2006 Il film viene presentato al mercato del Festival di Cannes(Deutsche Reihe)

29 maggio 2006 Bye Bye Berlusconi partecipa al Film festival Alba Regia di Budapest

17 giugno 2006 Valencia,Spagna. Bye bye berlusconi chiude il festival “Cinema Jove”

02 luglio 2006 Il Film é invitatao in Polonia a Lubuskie “Lato Filmowe” a Lagow

26 luglio 2006Bye Bye Berlusconi arriva in Australia al Melbourne Film Festival

21 settembre 2006 Presentazione del film al "Copenhagen Film Festival"

10 ottobre 2006 Partecipazione al Flanders Film Festival Ghent 20 Ottobre 2006 BBB partecipa al Film Festival di Sao Paulo Brasil

10 novembre 2006 Bye Bye Berlusconi Partecipa al "Ljubljana Film Festival"











Altre notizie su: Bye Bye Berlusconi

lunedì 7 luglio 2008

Tutto il terzo mondo avrà presto la pancia piena !

Ieri dopo l'Angelus, Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello ai leader del G8 a non dimenticarsi dei poveri del mondo.
Sono in totale sintonia con la Chiesa cattolica - ha detto il premier Silvio Berlusconi sottolineando però che «l´Italia ha fatto il massimo stanziando un miliardo di dollari» e che, nonostante voglia «fare di più» è impossibilitata a farlo a causa del «debito ereditato».
La ricetta anti-fame la sintetizza in poche parole, Angelo Bonelli (Verdi) : un taglio netto alle spese militari mondiali.
"Si parla di problemi , che riguardano molti Paesi del pianeta, eppure non si affronta un nodo cruciale, una grande contraddizione e una grande ipocrisia: la cifra da capogiro raggiunta dalle spese militari che ha toccato, nel 2006, i 1300 miliardi di dollari in tutto il pianeta, di cui il 46% solo negli Usa". Come sfamare le popolazioni povere? "Basterebbe ridurre del 10% questa cifra - ha osservato - per garantire cibo a tutti e condizioni di vita più dignitose". "L'Onu accolga quindi l'appello per la riduzione delle spese militari nel mondo, a cui occorre legare un aumento della produzione delle derrate alimentari: un provvedimento essenziale e concreto da adottare nel più breve tempo possibile".
Chissà cosa ne penserebbe il neo Ministro per la Difesa Ignazio La Russa che invece ha appena proposto di aumentare i fondi alle spesa militare di 5 miliardi di euro... Come se non bastessero gli incrementi dell'11% delle utime due finanziarie... ( Tratto da: greenreport)
Armi: un mercato che non va mai in crisi

La spesa militare mondiale non conosce crisi e nel 2007 è stata pari a 1.339 miliardi di dollari, il 2,5% del Prodotto nazionale lordo del Pianeta e ben 202 dollari a testa per ogni abitante della Terra.


L'incremento in termini reali rispetto al 2006 è del 6% e del 45% rispetto al 1998, l'anno prima della caduta del muro di Berlino.


Sono alcuni dei dati contenuti nel SIPRI Yearbook 2008, dell'omonimo prestigioso centro studi sulla pace e sul disarmo di Stoccolma.


L'istituto, come ogni anno, ha fatto il punto su tutti gli aspetti connessi al militare: spesa, commercio internazionale delle armi, armi nucleari chimiche e batteriologiche, missioni di peacekeeping, trattati sul controllo degli armamenti, ecc, un tomo di molte centinaia di pagine.


Il maggior contributo alla spesa militare internazionale è dato dagli USA con il 45% del totale mondiale 2007. Seguono a distanza Regno Unito, Cina, Francia e Giappone con il 4-5% ciascuno. Dal 2001 la spesa del Pentagono è cresciuta del 59% in termini reali, per gli enormi costi delle guerre in Afghanistan ed in Iraq. Ecco la classifica degli sperperi. Primi come al solito gli USA con 547 miliardi di dollari costanti, il maggio livello di spesa dai tempi della seconda guerra mondiale. Seguono Regno Unito con 59,7 miliardi; la Cina con 58,3 raggiunge il terzo posto superando la Francia 53,6; più distanziate Giappone 43,6 Germania 36,9 e Russia con 35,4 miliardi. L'Italia si conferma all'ottavo posto assoluto con 33,1 miliardi (erano 29,9 nel 2006).


Il Governo Prodi non ha penalizzato, quindi, tale spesa, nonostante il suo programma elettorale ne prevedesse una limitazione.


L'Europa orientale è stata la regione con il maggior incremento 2007 (+15%) in gran parte dovuto all'aumento della spesa russa (+13%). Un simile livello di spesa militare si registra mentre cresce giornio dopo giorno, la massa di diseredati, di coloro che riescono a sopravvivere con meno di un dollaro al giorno ed i numero degli affamati.


I Grandi del mondo hanno evidenziato, nel recente vertice romano della FAO, la scelta politica di non voler affrontare il problema della distribuzione delle risorse, in primo luogo il cibo. Infatti, i dati SIPRI mettono in mostra il cinismo dei leader mondiali che, ancora una volta, hanno preferito armare i propri eserciti invece di sfamare i propri concittadini. Anche il commercio delle armi è in espansione, nel periodo 2003-2007 rispetto agli anni 2002-2006. L'80% dell'export è opera di soli 5 Paesi USA (con il 31% delle vendite totali),Russia (26%), Germania (10%), Francia (9%) e Regno Unito (4%).Segue l'Olanda (4%) mentre l'Italia nello stesso periodo si colloca al 7° posto con il 2%. Il Sipri indica anche i principali clienti.: per Washington sono Corea del sud, Israele ed emirati Arabi Uniti; per la Russia sono Cina, india e Venezuela; per la Germania Turchia, Grecia e Sud Africa, per la Francia Emirati Arabi Uniti, Grecia ed Arabia Saudita, per il Regno Unito USA, Romania e Cile. Da notare che fra i sopraindicati paesi vi sono 4 membri del Consiglio di Sicurezza ONU con potere di veto su 5. I principali clienti sono invece, nell'ordine: Cina (con il 12% degli acquisti nel quinquennio 2003-2007),India (8%), Emirati Arabi Uniti (7%) Grecia (6%) e Corea del sud (5%). Anche per i principali clienti il SIPRI fornisce l'elenco dei maggiori fornitori. Cina Russia, Ucraina e Francia; per l'India sono Russia Israele ed Uzbekistan; per gli Emirati Arabi sono Francia, USA e Germania, per la Grecia e per la Corea del sud sono USA, Francia e Germania. Con riferimento alle regioni , l'Asia ha ricevuto il 375 delle armi totali, in particolare il Pakistan ha raddoppiato gli acquisti per lo più dagli USA, dalla Cina e dalla Francia. L'India è il n.1 del continente con un livello quadruplo rispetto al Pakistan ed ha il maggior fornitore nella Russia. .La Cina ha ridotto le compere di oltre il 60% nel 2007 rispetto al livello 2006, a causa della caduta delle esportazioni russe. Il Medio Oriente si colloca al terzo posto dopo l'Europa, con 19%. Gli Emirati sono il principale importatore dell'area seguono Israele ed Egitto. L'Africa ha ricevuto il 6% del totale (era il 5% nel periodo 2002-2006). Gran parte degli acquisti sono appannaggio di Algeria Marocco, .Libia e Tunisia. L'Africa subsahariana ha ricevuto invece il 2% delle armi complessive., in gran parte acquistate dal Sud Africa. In particolare il Sudan ha ricevuto l'87% delle armi dalla Russia e l'8% dalla Cina. Mosca ha venduto 20 elicotteri e 12 aerei e Pechino altri 8 aerei, nonostante l'embargo ONU . Il Ciad, un altro Paese in guerra ha ricevuto 6 elicotteri , il Belgio ha consegnato 25 blindati e un aeree leggero dalla Svizzera. Ovviamente queste armi sono state usate in combattimento. Le Americhe hanno ricevuto il 9% del totale ed il Sud America il 5%.
Letto su: ControllArmi (Sito ufficiale della Rete Italiana per il Disarmo)
La Vignetta è di REISER ALBIN MICHEL ( Le amiche - 1992 RCS Rizzoli Libri S.p.A. Milano)

martedì 24 giugno 2008

STEFANO BENNI - Dramma teologico-neurologico in un atto




Dramma teologico - neurologico in un atto.

Personaggi: il pre e il pap.


Pre: Buongiorno Sua Santità.

Pap: Buongiorno signor premier... sono lieto di questo incontro, utile a rafforzare i legami che uniscono la nostra chiesa al vostro stato e alla fattiva collaborazione che...

Pre: Mi scusi Santità ma abbiamo solo mezz'ora e vorrei venire al dunque.

Pap: Prego?
Pre: Al dunque, al vero motivo della mia visita. Dunque, io non sono contento di voi...

Pap: Ma come? Con tutto il sostegno che vi abbiamo dato, lo IOR, i cardinali, i vescovi...

Pre: No. Io non sono contento... del suo superiore...

Pap: Intende dire?

Pre: Proprio di Lui. Mi spiego. Io non dovrei avere più pensieri, né problemi. Sono uno statista che ha fallito due volte e mi hanno rieletto. Sono dieci volte più ricco di quando ho cominciato a fare politica. L'opposizione mi regge lo strascico. E a forza di leggi ad personam, sono intoccabile. Sto eliminando i giudici, la magistratura, i processi, ripulendo la stampa, nessuno potrà più sfiorarmi...

Pap: E allora?

Pre: A allora? Non vede come sono esasperato, con quanta rabbia continuo ad accanirmi, a dire che ce l'hanno tutti con me, a tentare di spegnere ogni critica... e che cos'è questo secondo lei?

Pap: Uh, credo di capire.

Pre: Esatto. È questa maledetta coscienza, il senso di colpa, il sapere cosa veramente sono. Crede lei che se fossi convinto di essere innocente, se fossi sereno e in pace con me stesso, mi darei tanto da fare? No, ho sempre quel rovello, quel rimorso, quel coltello nel fianco.

Pap: Ma figliolo,bisogna accettare...

Pre: No Santità scusi se glie lo dico ma il Suo Superiore ce l'ha con me. Continua a torturarmi. E io non so più che leggi fare, che televisioni e giornali comprare, che bugie dire. Continuo a sentirmi colpevole e disonorato, vivo come se fossi un evaso, e ogni mio atto lo denuncia.

Pap: Ma Lui non c'entra...

Pre: C'entra, c'entra. C'entra fin dall'inizio. Lui è prevenuto. Guardi come mi ha fatto piccolo, guardi cosa devo fare per coprire i segni della sua palese inimicizia. E non solo mi ha fatto cadere i capelli, ma mi arrovella, mi fa rosicare, non mi fa dormire la notte. Insomma lei deve intervenire contro questa persecuzione...

Pap: Premier, io posso dire ai vescovi di intervenire nel dibattito politico, posso darle dei consigli su come investire, posso assolverla, manon posso parlare direttamente con Lui...

Pre: Come sarebbe a dire! Che capo è lei? Se lei è il capo, deve avere il filo diretto, il telefono rosso, come Bush! Deve parlare con Lui e dire che lo ricuso.

Pap: Ma lei bestemmia!

Pre: Uffa, sono stanco di dover dimostrare la mia innocenza sapendo benissimo che non sono innocente. Quindi lo ricuso. Sceglierò un altro Dio.

Pap: Orrore!

Pre: Sì, Letta e Schifani stanno compilando una lista di centoventi divinità pagane. Ci metto niente, a sostituire il crocefisso nelle scuole con un totem. Faccia qualcosa o le tasso gli immobili!

Pap (barcollando): No,questo no.

Pre: Allora agisca subito. Deve dire al suo capo che la smetta di avercela con me, che non voglio avere più rimorsi, né rodermi l'anima.

Pap: Sì, ma praticamente cosa vuole?

Pre: Voglio che in luogo e data certa, in modo che le televisioni possano riprendere l'evento, le nubi si squarcino e dall'alto scenda una luce, un angelo, o qualcosa di altrettanto gradito all'audience, e che una voce tonante dica al mondo: quest'uomo è un martire, quest'uomo è innocente, quest'uomo è assolto, nessuno lo tocchi più.

Pap: Non credo che si possa fare...

Pre: Si può, si può, lei deve avviare l'operazione SSS, Silvio Santo Subito. Non saboti il dialogo! Se si rifiuta, si prepari pure a trasferire altrove il Vaticano, che ne dice del deserto libico?

Pap: No, la prego. Ciò che chiede è difficile...

Pre: Lei ha tre giorni di tempo. Dopodiché io ricuserò lei e il suo datore di lavoro.

Pap: Mi lasci sette giorni.

Pre: Va bene. Allora devo andare, ecco il regalo che le avevo portato. Un mio ritratto di dieci metri da mettere al posto del Cenacolo.

Pap: Ecco il regalo per lei. Una palla di vetro con la neve artificiale e dentro un nano.

Pre (furente): Lo vede? Anche lei è d'accordo con lui. La ricuso! Lei è prevenuto! Lei mi perseguita (cerca di aggredirlo, si scontra con le guardie svizzere. Il seguito è soggetto alla censura per le intercettazioni).

La Vignetta è di VAURO

mercoledì 18 giugno 2008

NORMA "SALVA-PREMIER"

LA VIGNETTA E' DI STAINO


Berlusconi ricusa il giudice Nicoletta Gandus, tacciata di «grave inimicizia» nei suoi confronti e, pertanto, non in grado di prendere una decisione serena nel processo in cui è accusato, insieme a David Mills, di corruzione in atti giudiziari.

I pm milanesi, respingiamo le illazioni del premier : «il procedimento è stato iscritto a seguito di precise dichiarazioni rese dallo stesso avvocato Mills in data 18 luglio 2004». «Le indagini sono state condotte nel più assoluto rispetto delle garanzie della difesa e nell’esclusiva ottica dell’accertamento della verità. Ora, la decisione sulla ricusazione spetta alla quinta sezione della Corte d’Appello. Il processo, intanto, potrebbe essere sospeso per decisione del collegio già venerdì prossimo, proprio a causa dell’istanza presentata oggi, anche se il codice consente di proseguire fino al termine dell’istruttoria dibattimentale.

LA VIGNETTA E' DI VAURO


Finalmente l’opposizione si sveglia (ma si è svegliata veramente?) quando il Senato approva con 160 voti a favore e 11 contrari, il decreto che sospende per un anno i processi per i reati commessi entro il 30 giugno 2002. L’Anm denuncia che sono a rischio 100mila processi. Una volta che diventerà legge l’emendamento, i processi dovranno essere sospesi per un anno.

Antonio Di Pietro ribadisce che «questo provvedimento non ha nulla a che vedere con la difesa della sicurezza degli italiani. L’ipotesi di corruzione in atti giudiziari di un premier è il reato a più alto allarme sociale che, semmai, andrebbe fatto prima e non dopo».


"Strategie criminali" di Antonio Di Pietro 17 Giugno 2008
Tieniti aggiornato: http://www.antoniodipietro.com/iscrizione.php


«In nessun’altra democrazia si sospende un processo per decreto... E’ la prima volta in assoluto che un premier si rivolge a un ramo del Parlamento dicendo che glielo consigliano i suoi legali» dice Emma Bonino.


Perchè così ha scritto Berlusconi nella missiva che Il presidente Schifani legge pubblicamente(«me l’hanno segnalato i miei consulenti legali») di «uno fra i molti fantasiosi processi che i magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica».

E giustamente con questo emendamento infilato a sorpresa nel decreto-sicurezza, Berlusconi si salva ancora una volta il culo.



«il provvedimento che stiamo esaminando vara una serie di norme per la sicurezza dei cittadini, contro l’immigrazione clandestina, contro la mafia, per la confisca più rapida dei patrimoni mafiosi, per l’aumento della presenza dello Stato sul territorio con forze di polizia o militari». «Vogliamo accelerare i processi per i reati di grave allarme sociale per evitare - conclude - che con la prescrizione si vanifichi l’azione sanzionatoria dello Stato. Si va così nella direzione auspicata da alcuni magistrati come il procuratore di Torino, Maddalena, che auspicavano l’individuazione di alcune priorità. Si tratta di una sospensione, non di un annullamento perchè in Italia vige il principio della obbligatorietà dell’azione penale». (Maurizio Gasparri)

Corrado Guzzanti : BERLUSCONI MERITA RISPETTO !

mercoledì 7 maggio 2008

GOVERNO BERLUSCONI : ERA MEGLIO MORIRE DA PICCOLI CHE VEDER...




Nasce il IV° governo Berlusconi, ecco la lista dei ministri





BARZELLETTA
Saddam domandò a Dio: " Come sarà l'Iraq fra qualche giorno?" E Dio gli rispose: "Sarà distrutto da innumerevoli bombe lanciate dagli americani."Saddam sedette a terra, piangendo.
Bush domandò a Dio: "Come saranno gli Stati Uniti fra qualche mese?" E Dio rispose: "Saranno completamente contaminati da innumerevoli attacchi di bombe chimiche di Bin Laden." Bush crollò al suolo, angosciato.
Berlusconi domandò a Dio: "Come sarà l'Italia fra 2 anni ancora di mio governo?" Dio si accasciò al suolo e pianse disperato.....

mercoledì 16 aprile 2008

DEPRESSIONE POST ELETTORALE




















La vignetta è di Vauro

Gli italiani hanno scelto i 56 pregiudicati di Berlusconi.

Veltroni gli ha dato una mano fingendo di cambiare ma tra i suoi candidati si è tenuto Bassolino e 18 condannati .

La sinistra ha scelto il suicidio, dividendosi durante le elezioni e anche prima.

Risultato:
Berlusconi vince.
La sinistra scompare.

Non potendo sperare in altri aiuti, il futuro dipenderà dalle scelte che ognuno di noi compirà.

"La battaglia sarà durissima e non possiamo farci illusioni. Arriva al potere la feccia di questo paese, che, come primo atto di governo ci toglierà la Costituzione nata dalla Resistenza. Sono gli stessi che organizzarono il luglio del 2001 a Genova. E la situazione del mondo è critica. Saranno loro a gestire la crisi, e non è certo con i criteri del capitalismo compassionevole che vi si accingeranno.
Non cercheranno mediazioni e consenso. E se arriveranno decisioni di guerra le prenderanno senza esitazioni." (Giulietto Chiesa)