Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

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giovedì 11 settembre 2008

11 Settembre, 1973

Semplicemente perchè trovo ingiusto quello che è accaduto l'11 Settembre del 2001, come trovo sbagliato quel colpo di stato in Cile.



L'11 Settembre 1973 cadeva sotto le bombe contro il palazzo de La Moneda, il presidente eletto dal popolo Cileno Salvador Allende, e con lui la "via cilena al socialismo". L'11 Settembre, le forze armate cilene guidate dal Generale Augusto Pinochet rovesciarono con l'aiuto americano il governo democraticamente eletto. Poi vennero le torture, le esecuzioni, il terrore.


11 settembre 2008

Nell’anniversario dell’11 settembre il presidente boliviano Evo Morales espelle l’ambasciatore statunitense. Nel 1973 in Cile come oggi in Bolivia l’Ambasciata statunitense è il motore dell’eversione e del golpismo. Ma l’indio ribelle non abbassa più la testa. “Non abbiamo paura di nessuno –ha dichiarato Evo nel Palazzo del Governo a La Paz- non abbiamo paura neanche dell’impero. Denuncio che l’ambasciatore statunitense Philip Goldberg (nella foto con il presidente) è responsabile di cospirare contro la democrazia e per dividere la Bolivia e pertanto lo dichiaro persona non grata”. La prima reazione statunitense, quella del sottosegretario per l’America latina Thomas Shannon, definisce un fatto disdicevole e un grave errore il passo compiuto da Evo Morales. Sono praticamente le stesse parole utilizzate due anni fa quando il neo-presidente boliviano decise che, per una questione di mera reciprocità e di elementare uguaglianza e umanità, se gli Stati Uniti chiedevano il visto ai cittadini boliviani allora anche la Bolivia doveva chiedere il visto a quelli statunitensi. Se quella di Shannon è stata la prima reazione è attesa nelle prossime ore la contro-espulsione dell’Ambasciatore boliviano da Washington. E’ un’escalation da guerra fredda e nonostante non ci sia alcuna evidenza che la Bolivia stia finanziando la secessione di regioni degli Stati Uniti. Al contrario il curriculum di Goldberg in Bolivia e prima della Bolivia è sinistro. Prima della Bolivia durante tutti gli anni ’90 in avanti si occupò dello smembramento della Yugoslavia, prima in Bosnia, poi in Montenegro. Infine dal 2004 al 2006 gestì completamente e fu il massimo responsabile del dossier Kosovo che portò fino all’illegale secessione di quella provincia serba. Quindi fu spostato a La Paz, dove Morales era appena stato eletto, per realizzare lo stesso lavoro contro la democrazia boliviana. Da lì sono innumerevoli i documenti che testimoniano come abbia orchestrato il progetto di secessione delle regioni ricche della Bolivia, appoggiato in tutte le forme non solo l’opposizione ma i gruppi violenti secessionisti e a questi elargito milioni di dollari pagati da USAID, NED e l’Istituto Repubblicano Internazionale. Tra i contatti privilegiati di Goldberg c’è il latifondista e petroliere, Branko Marinkovic, il croato di famiglia ustascia, presidente della Confindustria di Santa Cruz, la più importante provincia tra quelle delle quali si sta fomentando la secessione, rinvigorendo il proposito degli Stati Uniti di trasformare la Bolivia nella nuova Yugoslavia latinoamericana. Di fronte ad un governo appoggiato da oltre due terzi della popolazione l’opposizione sta passando intanto sempre più spesso al terrorismo (ovviamente ignorato dalla stampa internazionale). Proprio ieri il presidente della YPFB, la compagnia petrolifera boliviana, nazionalizzata da Evo Morales, ha apertamente accusato il prefetto (governatore) oppositore di Tarija di aver organizzato l’attentato terroristico con il quale è stato sabotato il gasdotto che esporta il gas boliviano verso il Brasile, un attentato che avrebbe provocato danni per 100 milioni di dollari. Nello stesso dipartimento di Tarija, nella giornata di ieri, gruppi paramilitari dell’opposizione hanno assaltato il mercato alimentare trovando la fiera resistenza dei contadini che lì lavorano. A Santa Cruz invece i neofascisti della Unione Giovanile Cruceña hanno preso il controllo delle stazioni degli autobus e dei treni con la polizia che è stata costretta a ritirarsi. Sono solo alcuni tra i più gravi tra gli atti delle ultime 48 ore che cercano di provocare una guerra civile di fatto in Bolivia.

(di : Gennaro Carotenuto)


«
Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento. »
(Estratto dall'ultimo discorso radiofonico di Salvador Allende, poche ore prima della sua morte, l'11 settembre 1973)


11 settembre 2001: il giorno che cambiò il mondo

Alle 08.47 di martedì 11 settembre 2001 l'America viveva un mattino come tanti. Un minuto dopo l'odio si abbattè con tutta la sua ferocia su New York, sull'America e sul mondo. Le Torri colpite eruttarono fumo e fiamme, gli occhi delle persone stupore e incredulità.

Quando le Torri crollarono, il mondo intero era già davanti alla televisione e guardava attonito quelle macerie fumanti, che seppellivano per sempre centinaia di persone e di sogni. Seppellivano per sempre le certezze di milioni di persone. Seppellivano per sempre il mondo che avevamo conosciuto fino ad allora.

Chi aveva scatenato quell'inferno? E perché? Nomi e volti di colpevoli furono pronti in fretta, troppo in fretta. Era possibile che un apparato di intelligence così efficiente da individuare nel giro di poche ore i colpevoli del disastro, fosse stato così negligente da non riuscire ad impedirlo?

Mille dubbi, mille domande si affollavano, in quei giorni, nelle menti dei Popoli della Terra, ma gli occhi riuscivano a vedere solo e sempre le immagini di quelle persone che precipitavano dai grattacieli in fiamme.

Anni sono passati, ed i contorni fumosi di quel mattino vanno lentamente delineandosi. Gli effetti di quel disastro sono, ancora oggi, sotto gli occhi di tutti. E conoscendo gli effetti, si fanno più chiare anche le cause.

Tuttavia, sono molti gli interrogativi ancora aperti. Forse qualcuno deve darci ancora molte risposte.


Che fine ha fatto l'aereo che colpì il Pentagono? (in lavorazione)
Perché la difesa aerea della più grande potenza militare del mondo non funzionò? (in lavorazione)
Chi c'è dietro le misteriose speculazioni finanziarie?

FONTE :http://www.11settembre.info/index.htm