Ascoltate Josè Saramago intervistato da Serena Dandini

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domenica 18 aprile 2010

SONO LIBERI !!!

SONO LIBERI


Così la pagina web di Emergency ne ha dato la notizia

Gli operatori di Emergency Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, sono stati liberati, non essendo stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti.



"Non avevamo dubbi sul fatto che tutto si sarebbe risolto bene, perchè abbiamo sempre saputo che sono innocenti, così come lo sapevano le centinaia di migliaia di cittadini italiani che ci hanno sostenuto in questi giorni"

(Cecilia Strada, presidente di Emergency)


Le prime parole di Gino Strada, dopo la liberazione




IO RIPUDIO LA GUERRA E SOSTENGO EMERGENCY E VOI?


lunedì 12 aprile 2010

Il popolo del web si mobilita a favore di Emergency

«hanno confessato», scrivono sulle prime pagine dei giornali.

Hanno confessato cosa? È veramente scandaloso!!!


Scrive Pino Cabras alla fine del suo articolo:


"...Facce di italiani puliti e coraggiosi vengono così lordate vergognosamente da ipotesi complottistiche inverosimili, timbrate da cancellerie paranoiche. Il ministro Frattini fa la sua parte per intimidire Strada con un «qui non si parla di politica» da ufficetto anni trenta.

Bisogna invece con forza parlare di politica e denunciare ORA le stragi e i massacri, a questo punto chiaramente pianificati, che ci saranno DOMANI, in aggiunta a quelli terribili di ieri.

Perché, o uno crede a Frattini, che ha steso tappeti rossi davanti ai bugiardi che hanno massacrato Iraq e Afghanistan, oppure crede a Gino Strada, che ha denunciato le bugie di guerra nelle strutture che ora Frattini manda allo sbaraglio, mentre cuciva come poteva il 40% delle vittime di quelle bugie:
i bambini".




Intanto il popolo del web si mobilita a favore di Emergency,
nonostante qualcuno (MAYBLOG)censura gli appelli a sostegno di Emergency.
Voi mi chiederete : Che fastidio può dare un appello a favore di Emergency ?
Provate per credere! Leggete questo post.


Chi arresta Emergency? scritto da Giulietto Chiesa

In una farsa senza capo né coda i servizi segreti afghani hanno arrestato ieri tre medici dell'ospedale di Emergency, insieme a sei operatori afghani che stavano lavorando a Lashkar-gah, nella provincia di Helmand (là dov'è in corso la più vasta offensiva della Nato e americana dall'inizio del conflitto in Afghanistan).
Solo spioni sprovveduti e prezzolati, al servizio della potenza occupante o dei manutengoli che esercitano - si fa per dire - il potere a Kabul , possono fingere di credere che l'accusa contro gli arrestati abbia una qualche parvenza di verità.
Avrebbero complottato - pensate un pò prima di incazzarvi - per "assassinare" il governatore locale Gulab Mangal.
Ma di questo non vale nemmeno la pena di parlare.
Importa invece parlare di come ha reagito il ministro degli esteri Frattini, di fronte all'arresto di tre cittadini italiani (che egli ha il dovere istituzionale di proteggere).
Due dichiarazioni, una più irresponsabile dell'altra. Eccole: ""I tre arrestati non fanno parte della cooperazione italiana". Come dire ai servi di Karzai: fate pure, non sono dei nostri.
E, infatti Emergency non ha mai fatto parte delle schiere di collaboratori del regime di Kabul, tant'è che non ha mai preso un centesimo dal governo italiano, che quel regime inqualificabile sostiene.
Seconda dichiarazione, se possibile peggiore della prima: "il governo italiano conferma la sua linea di assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanitstan, così come altrove". Come dire: questi sono sospetti di sostenere il terrorismo, quindi procedete pure tranquillamente.
Avviso ai naviganti italiani fuori dalle frontiere italiane. Con un ministro come questo, varcata la frontiera, siete in balia di chi vi prende e vi sbatte in galera, a prescindere.
Che la guerra afghana fosse sporca lo sapevamo. Sporca come la coscienza del ministro Frattini.







“Si tratta di una sporca e oscura manovra. La possibilità che siano stati trovati esplosivi non è da escludere a priori. Se volessi anch’io potrei portare esplosivi in qualsiasi ospedale italiano e poi chiamare la polizia. Qualcuno dello staff afgano può averli di certo portati. Cosa ci vuole a corrompere qualcuno? Ma da lì ad avallare in qualche modo l’ipotesi che medici italiani possano essere i capi di questo complotto mi sembra una cosa che va al di là del pensabile. Quello che è successo è solo una intimidazione contro Emergency. L’ennesimo attacco che subiamo. La nostra neutralità dà fastidio a troppi..” ( Gino Strada )


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Firma l'appello sul sito di Emergency


Il 5 per mille a Emergency è una prima risposta forte che tutti possiamo dare proprio in queste settimane.



venerdì 26 settembre 2008

Adotta un disegno : I bambini di Emergency



Shiniar che disegna uccelli sospesi in aria con le ali chiuse. Shiniar che disegna fiori scuri e bambine che volano più in alto delle farfalle. Shiniar che riempie di segni un foglio dopo l’altro. Shiniar che ride felice se le porgi matite colorate ma che poi non regala colori ai suoi fiori scuri. Shiniar che china la testa per inseguire i suoi disegni veloci e suo padre che le mette due fermagli lilla a fermare i capelli che non le intralcino lo sguardo. Shiniar ha sette anni e le guance rosse. Shiniar bambina curda. Dicono che i curdi non hanno terra. Ma la terra che ha calpestato Shiniar nascondeva una mina. Adesso Shiniar ha una protesi al posto della gamba destra. Con un piede di plastica piccolo color della carne. Come un piede di bambola. Shiniar non può correre. Dove vive le strade sono di fango. Ma Shiniar è una bambina e le bambine che disegna volano più in alto delle farfalle.

Quante volte chi denuncia la barbarie della guerra, tentando di raccontarne gli effetti su chi è costretto a subirla, si è sentito rispondere da esperti, politici e grandi editorialisti che usare l’argomento dei bambini che ne sono vittima è retorico, è demagogico e troppo facile.

E’ vero, è facile; com’è facile, troppo facile, che siano i bambini ad essere colpiti, uccisi e mutilati dai bombardamenti umanitari o meno, dai proiettili, dalle mine e dalla miseria che ogni guerra lascia ed alimenta. Ed è anche facile accorgersene, basta fare un giro in uno degli ospedali di Emergency dall’Afghanistan alla Sierra leone, dall’Iraq alla Cambogia, per incontrarli, per incontrarne troppi.

Troppi perché basta incrociare anche uno solo di quegli sguardi dove lo stupore per la ferita subita supera spesso il dolore e la paura provati e qualsiasi ciancia sulla necessità ed inevitabilità della guerra perde immediatamente qualsiasi senso. E’ vero pure che parlare di bambini è retorico e generico. E’ vero perché ogni singolo bambino è un mondo nella sua unicità.

26 settembre/12 ottobre 2008
Casa dell'Ariosto
Via L. Ariosto, 67 - 44100 Ferrara
Orari: dal martedì al sabato, ore 10,00/13,00 e 15,00/18,00
Domenica ore 10,00/13,00 - lunedì chiuso
Ingresso gratuito


Il progetto ADOTTA UN DISEGNO nasce da un'idea di Vauro Senesi che, nel 2006 e 2007, ha raccolto le storie e i disegni di alcuni bambini ricoverati nei centri di Emergency in Afganistan Cambogia, Iraq, Sierra Leone e Sudan.
Le testimonianze e i disegni sono stati di ispirazione per artisti visuali e musicisti contemporanei che li hanno reinterpretati in base alla loro sensibilità e al loro stile. Le creazioni che ne sono nate, le opere donate ispirandosi al progetto, le storie e i disegni dei bambini e i brani musicali loro dedicati sono diventate una mostra itinerante che, dopo l'inaugurazione di Roma, sarà ospitata a Genova, Torino, Milano, Firenze, Venezia, Londra, Berlino, Parigi e New York dove la mostra si concluderà con un'asta.

Durante la mostra sarà possibile ascoltare i brani musicali del cd CANZONI PER LORO e vedere alcuni estratti dal film-documentario che ne è nato, in cui le voci narranti di Vauro e Paolo Rossi raccontano le storie dei bambini protagonisti.

Le opere in mostra sono di:
Carla Accardi, Daniel Buren, Enrico Castellani, Lara Favaretto, Lucio Fontana, Shay Frisch Peri, Paul Fryer, Massimiliano Fuksas, Kendell Geers, Nan Goldin, Mona Hatoum, Fabrice Hyber, Mike Kelley, Anselm Kiefer, Fausto Melotti, Pierre et Gilles, Rudolf Stingel, Pascale Marthine Tayou, Keith Tyson, Ben Vautier, Francesco Vezzosi.

Le musiche sono di:
Jovanotti, Tetes de Bois, Morgan, Stefano Bollani, Roberto Angelini, Mauro Pagani, Carmen Consoli, Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, Vinicio Capossela, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Radiodervish, Gianmaria Testa, Franco Battiato, Ginevra Di Marco,Eugenio Bennato, Zucchero.

Il catalogo delle opere in mostra e il film-documentario sono stati realizzati da Fandango. Il cd che raccoglie tutti brani musicali, originali o in versioni inedite, è prodotto da Radio Fandango.

ADOTTA UN DISEGNO è a cura di Sergio Casoli ed Elena Geuna per l’arte visiva e di Stefano Senardi per la parte musicale. In collaborazione con Comune di Roma, Nunflower, Fandango, Radio Fandango e Comunicare Organizzando. Con il contributo di Regione Lazio e American Express. Grazie a Ufficio Stampa Novella Mirri.

ADOTTA UN DISEGNO è dedicato a Emergency.
L'intero ricavato dell’asta delle opere e della vendita del cd "Canzoni per loro", i diritti d'autore e il 35% del prezzo di copertina del catalogo (prima edizione) saranno destinati alle attività di Emergency a favore delle vittime della guerra e della povertà.


Quì potete ammirare le opere dei bambini, conoscere le loro storie e ancora ascoltare i brani musicali del cd "CANZONI PER LORO"

sabato 23 agosto 2008

Scene da un matrimonio: truppe inglesi fanno strage di civili

Questo è il periodo migliore dell’anno per sposarsi, il grande caldo è passato e i fiori colorano ancora il paesaggio.

La festa inizia il mercoledì e si va avanti per tre giorni ininterrottamente, uomini all’esterno, donne e bambini all’interno, rigorosamente separati.

Bisogna affrettarsi, tra poco inizierà il Ramadan.
In un paese in guerra bisogna rinunciare a qualche usanza locale, come sparare in aria colpi di fucile per evitare di diventare un facile bersaglio, e la festa può avere inizio.

Sono le 9:30 a Sangin, provincia di Helmand, sud dell’Afghanistan. Qualcosa è andato storto: le precauzioni non sono bastate, il via vai di moto e macchine ha attirato l’attenzione. “E' stata una pattuglia di tank britannici – racconta un testimone - il primo razzo ha colpito una macchina che stava uscendo dalla casa dei festeggiati, gli altri sono stati tutti diretti verso l’edificio in cui si trovavano le donne e i bambini”.
Non c’è tempo di pensare e di guardarsi indietro, la prima macchina con due bambine e una donna parte alla volta di Lashkargah, correndo contro il tempo. Dopo tre ore di viaggio il mullah Baseer arriva all’ospedale di Emergency: la moglie incinta di sei mesi, la figlia di tre anni e la nipote sono in gravi condizioni, ma sopravviveranno. Il vestito bianco della festa è pieno di macchie di sangue, quello che ha visto gli si legge in faccia: “C’erano tre corpi di bambini dilaniati, le gambe erano da una parte e il busto da un’altra. Sono scappato troppo velocemente per rendermi conto di quello che stava succedendo e non volevo vedere nient’altro”, racconta toccandosi la lunga barba bianca.
Sabawoon, cugino dello sposo, arriva poco dopo con un’altra macchina con quattro feriti a bordo. La storia che racconta e il dramma nei suoi occhi sono sempre gli stessi: “Gli inglesi erano a due chilometri dal matrimonio e i razzi sono arrivati a poca distanza l’uno dall’altro, non c’è stato il tempo di scappare e noi uomini all’esterno non abbiamo potuto fare nulla per salvare mogli e figlie”. Con lui all’ospedale sono arrivate due zie della sposa, un bambino di tre anni e un neonato di pochi mesi. Hanno corso abbastanza velocemente contro il tempo. Sabawoon poco dopo saprà che anche la zia, che è stata immediatamente trasferita in sala operatoria, se la caverà.
Le informazioni corrono veloci, non si ha il tempo di farsi troppe domande che l’ultima macchina arriva al cancello. Wadaan è alla guida, è il figlio del mullah Baseer. Con lui in macchina altre due bambine e Bakhtawara, la madre dello sposo. Sono in ritardo, hanno preso una decisione difficile: anziché correre direttamente all’ospedale di Lashkargah si sono fermati in una piccola clinica a Grishk, a un’ora di distanza dall’ospedale. Il tempo che hanno perso è stato fatale: la madre dello sposo muore pochi minuti dopo essere entrata nel pronto soccorso.
All’esterno dell’ospedale, Bakhtawar, Ghamay e Wadaan sono troppo stanchi per disperarsi e per piangere, insieme portano via il cadavere di Bakhtawara. Ancora vestito a festa.

(Scritto da Emanuele Nannini per
PeaceReporter)

I luoghi e i fatti descritti dai protagonisti sono stati riportati fedelmente. I nomi dei testimoni sono stati cambiati per proteggere la loro identità.

E non è tutto : la notte scorsa nella provincia di Herat , in un bombardamento (che i bollettini militari spacciavano per una operazione che aveva coinvolto solo la guerriglia) hanno perso la vita settantasei civili, quasi tutti bambini


sabato 10 maggio 2008

ADOTTA UN OSPEDALE DI EMERGENCY



Domenica 11 maggio - ore 20.30, Rai3
Fabio Fazio dedicherà a Emergency l'intera puntata di "Che tempo che fa" di domenica 11 maggio.

NON MANCATE!

Sarà ospite in studio Gino Strada che presenterà le attività dell'associazione e la nuova campagna "Adotta Emergency, adotta un ospedale". Durante la puntata è previsto un collegamento in diretta con il Centro chirurgico di Emergency a Kabul a cura di Maso Notarianni di Peacereporter. Verrà poi trasmessa un'intervista a Sunia, la prima paziente operata presso il Centro Salam di cardiochirurgia, inaugurato un anno fa in Sudan.


Che cosa possiamo fare noi?
Possiamo "adottare un ospedale" di EMERGENCY sostenendo direttamente le attività, i pazienti, i medici e tutti coloro che lavorano per il Centro sanitario che scegliamo di aiutare.

Intervento di Gino Strada contro le guerre